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Pratiche camerali: perché conviene esternalizzarle

Molti ottimi motivi per esternalizzare le pratiche camerali

Le pratiche da depositare presso la camera di commercio sono molteplici e l’intero excursus che va dalla compilazione fino alla consegna richiede un elevato dispendio di energie e tempo.
Tempo sottratto al lavoro o agli affetti; ore di lavoro in più che potrebbero essere dedicate a tutt’altro.

Gli adempimenti e le scadenze si accumulano senza sosta e possono anche compromettere la progettualità intorno a un cliente, riducendo di conseguenza l’efficacia valoriale delle tue performance.

In un mercato per sua natura altamente competitivo essere presente diventa un requisito fondamentale.

Esternalizzare le pratiche camerali può diventare fondamentale per razionalizzare le attività di studio e definire quindi le priorità, soprattutto in vista di inconvenienti e ostacoli.

Affidarsi a un fornitore esterno consente di snellire la mole di lavoro in prossimità di un periodo di saturazione, magari a ridosso delle scadenze; permette di sopperire – e in tempo di pandemia capita sempre più spesso – alla mancanza di personale, impossibilitato a prestare il proprio lavoro per malattia (costretto a casa, in attesa del fatidico tampone negativo); dà la possibilità di bypassare ogni tipo di intoppo di carattere informatico: ad esempio, quando è necessario scaricare l’aggiornamento di un programma ma questo va in conflitto con un altro già presente sul pc e crea problemi per l’invio di una determinata pratica.
Inoltre, va ricordato che ogni singola Camera di Commercio opera secondo proprie specificità che comportano richieste differenti, il che implica esperienza e dimestichezza, nonché conoscenze eterogenee e multidisciplinari che forse la risorsa più giovane – o il praticante – non ancora possiede.

Esternalizzare le pratiche camerali significa, in definitiva, canalizzare tempo e risorse in attività più remunerative per lo studio; vuol dire garantire una presenza costante su un mercato sempre più affollato e, di conseguenza, più concorrenziale.

Esternalizzare le pratiche camerali ti permette di gestire nel migliore dei modi i tuoi clienti, senza doverli trascurare.

Cosa si intende esattamente per esternalizzazione?

Traduzione del termine inglese outsourcing (letteralmente approvvigionamento esterno) che indica il ricorso da parte di un’impresa o persona fisica ad altre imprese (esterne, per l’appunto) per lo svolgimento di alcune – o tutte – parti del proprio processo lavorativo; possiamo anche definirlo come un accordo bilaterale per cui un soggetto committente trasferisce a un altro alcune funzioni necessarie alla realizzazione finale del proprio scopo imprenditoriale.

Negli ultimi anni esternalizzare le pratiche camerali è diventata una prassi consolidata: esiste sicuramente una correlazione positiva con l’aumento della competitività.
La presenza costante sul mercato è fondamentale, come detto, e poterla garantire diventa un elemento necessario per potersi assicurare una clientela qualitativamente e quantitativamente maggiore.

Esternalizzare non significa delegare, vuol dire affidarsi a un professionista qualificato per snellire la mole di impegni al fine di indirizzare le energie su segmenti di lavoro più importanti.

Facciamo qualche esempio pratico per chiarire – in maniera inequivocabile – il risparmio oggettivo e potenziale di tempo, risorse e denaro.

Cambio amministratore

L’amministratore di una Srl viene nominato dai soci, eccezion fatta per i primi amministratori che sono invece nominati dall’atto costitutivo (art 2383, comma 1 cc).
L’amministratore nuovo pertanto deve subentrare, in seguito alla nomina, in maniera formale dopo essere stato nominato nell’ambito di una assemblea ordinaria.
I soci dovranno indicare le motivazioni delle dimissioni del precedente amministratore (familiari, trasferimento etc.) e procedere poi con la presentazione del nuovo amministratore seguita dalla nomina.

Al termine di questo procedimento – interno alla società – va redatto un verbale con l’esito della decisione assembleare che va inoltrato come allegato agli enti coinvolti; entro 30 giorni dalla delibera, inoltre, vanno aggiornati i dati presso l’Agenzia delle entrate e il Registro imprese.

Le azioni elencate in precedenza rientrano nelle pratiche camerali inerenti il cambio amministratore: redazione verbale da allegare; comunicazione agli enti (Agenzia entrate, Registro imprese).
Esternalizzare queste pratiche fa risparmiare ai soci tempo e quindi denaro; snellisce il lavoro; ottimizza le energie da dedicare ad altro.

Apertura (e cessazioni) unità locali

Una unità locale è un nuovo ufficio aperto in un territorio che non corrisponde alla sede legale.
Ai sensi del decreto ministeriale 359 del maggio 2001 per unità locale si intende: “l’impianto operativo o amministrativo-gestionale, ubicato in un nuovo in luogo diverso da quello della sede in cui si esercitano stabilmente una o più attività tra quelle dell’impresa ”.

Per aprire – o cessare – una unità locale bisogna inviare una richiesta telematica al Registro imprese ed è necessario servirsi di: un modello di comunicazione unica contenente i dati del richiedente e il riepilogo delle richieste; un modello specifico da destinare al Registro imprese.

Nel caso in cui gli enti coinvolti fossero di più bisogna aggiungere: comunicazione Agenzia delle entrate, comunicazione INPS, comunicazione INAIL; SCIA (segnalazione certificata inizio attività) per lo Sportello Unico delle Attività Produttive.
Per la cessazione – nel caso di più enti – occorrono i modelli sopraindicati.
Perché l’invio telematico sia corretto bisogna rispettare in maniera scrupolosa e dettagliata il protocollo di comunicazione dei dati, non sempre comprensibile dai moduli presenti in rete.

Per questo motivo è molto più facile esternalizzare tutte queste pratiche camerali: i tempi burocratici relativi all’espletamento degli adempimenti non saranno (e non devono essere!) un tuo problema.

Cessione quote

La cessazione quote è un contratto in base al quale un socio cede a un altro socio – o a un terzo estraneo – la propria quota sociale, a titolo gratuito o oneroso.

È possibile rivolgersi a un commercialista abilitato che può sbrigare tutte le pratiche al posto del notaio.
Le parti, per poter beneficiare di questa modalità, devono poter firmare digitalmente il documento.

La procedura – con i relativi adempimenti – risulta essere completamente telematica: redazione atto con firma digitale, registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, invio presso la Camera di Commercio.

Parte del procedimento, assai lungo e ricco di passaggi, può essere esternalizzato per ridurre la mole burocratica e facilitare le operazioni.

Bilancio

L’articolo 31 della legge 340/2000 e successive modifiche, prevede che il bilancio può essere depositato solo in formato digitale.
In primo luogo va depositata la richiesta in modalità telematica al Registro Imprese della Camera di Commercio competente, correlata di firme digitali.

Non solo il deposito, ma anche la compilazione: dal 2010 è obbligatorio depositare il bilancio in formato XBRL (acronimo di eXtensible Business Reporting Language) che rappresenta uno standard informatico internazionale e consente di rendere i dati immediatamente fruibili oltre a conferirgli garanzia immediata di ufficialità.

Il Bilancio prima di essere depositato presso la Camera di Commercio, va approvato nel termine ordinario di 120 giorni.

A seguito dell’approvazione vi sono 30 giorni di tempo per il deposito, con annessi allegati.

Affidarsi a un professionista per esternalizzare la pratica del deposito è una scelta vincente: vuol dire non disperdere ulteriori energie e tornare a gestire il tempo e le risorse in maniera performante.

Per qualsiasi dubbio non esitare a contattarci, troveremo insieme la migliore soluzione sia in termini pratici che economici. Puoi contare su uno staff di professionisti al tuo servizio: liberati dalle pratiche, scrivici per avere maggiori informazioni.

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