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Certificazione unica: cos’è e a cosa serve

Dal 2016 la certificazione unica (CU) ha sostituito la CUD che non è più utilizzata.

La certificazione unica è un documento che riporta e riepiloga le ritenute fiscali subite e i redditi percepiti ed è fondamentale per compilare la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e assimilati – oltre che certificazioni di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi – e va redatto annualmente per non restare indietro con l’imposizione fiscale.

È sempre il sostituto d’imposta a doverla consegnare: il datore di lavoro si occupa di consegnarla ai propri dipendenti, il committente/cliente ai liberi professionisti, l’INPS invece è preposta a recapitarla ai pensionati e a quei lavoratori che sono in cassa integrazione o che percepiscono la naspi.

Andiamo per step e esaminiamo tutte le criticità riguardanti la certificazione unica.

Cos’è la certificazione unica?

Tecnicamente possiamo definire la certificazione unica (CU) come il documento fiscale che dimostra di essere in possesso di un reddito e attraverso il quale i sostituti d’imposta (datore di lavoro, committente o INPS) certificano i redditi da lavoro dipendente e assimilati ma anche i redditi da lavoro autonomo, le provvigioni e i redditi diversi.

La certificazione unica deve riportare necessariamente alcune informazioni.

Per i lavoratori dipendenti la certificazione unica è fondamentale per la compilazione del 730 – o come vedremo meglio in seguito può anche sostituire il 730 – (puoi trovare un approfondimento qui) e deve contenere diverse informazioni:

– dati anagrafici;
– dati del sostituto di imposta;
– redditi percepiti nell’anno di riferimento;
– trattenute applicate;
– contributi dovuti;
– eventuali deducibilità e detraibilità;
– familiari a carico;
– scelta di destinazione 2/5/8 per mille.

Come precisato in precedenza, la certificazione unica è un riepilogo di quanto percepito da un soggetto in un determinato periodo: questo significa che per ogni datore di lavoro – o committente – avuto in quella porzione di tempo sarà necessaria una specifica CU.
Il dipendente che, ad esempio, ha cambiato lavoro nel corso del periodo di riferimento dovrà presentare due certificazioni.
L’autonomo, invece, tante certificazioni quanti sono stati i committenti avuti nel periodo in esame.

Eccezione: i committenti privati, così come gli stranieri, non sono tenuti a presentare la certificazione unica.

La certificazione deve essere presentata unita a tutta la documentazione inerente la dichiarazione dei redditi; in tal modo il cittadino comunica all’ente amministrativo preposto l’importo percepito in un determinato periodo di tempo.
In base a quanto dichiarato sarà calcolata l’imposta dovuta e gli eventuali rimborsi derivanti dalle detrazioni fiscali.

Certificazione unica: chi è tenuto a rilasciarla

Entrambi i modelli – ordinario e sintetico – e le istruzioni per la compilazione li trovi
in questa pagina.

La certificazione unica deve essere rilasciata da chi paga i compensi da lavoro dipendente o autonomo e che di conseguenza è tenuto a versare la ritenuta IRPEF.
Come scritto anche in precedenza spetta dunque al sostituto d’imposta: datore di lavoro per i dipendenti, committente (cliente) per gli autonomi e INPS per i pensionati.

Chi rilascia la certificazione unica deve anche adempiere a due ulteriori obblighi:

In primo luogo deve trasmettere la certificazione unica all’Agenzia delle entrate che , grazie ai dati pervenuti, potrà generare i modelli precompilati sul proprio sito e procedere – eventualmente – a controlli a campione incrociati.

In secondo luogo consegnare la certificazione unica al soggetto percettore delle somme (lavoratore dipendente o collaboratore autonomo), indipendentemente dalla richiesta di questi del rilascio della CU.

La prima, quella diretta all’Agenzia delle entrate, va trasmessa in via telematica secondo il modello ordinario, la seconda, al percipiente, utilizzando il modello sintetico.

Nel caso in cui il percipiente si accorga di qualche errore o omissione nella certificazione unica, lo deve comunicare immediatamente al sostituto d’imposta in modo che possa informare l’Agenzia delle entrate e consentirle di generare il precompilato in maniera corretta.

Certificazione unica INPS

L’INPS rende disponibile sul proprio sito la certificazione unica di pensionati, percettori di naspi, lavoratori in disoccupazione e in mobilità.
Il percettore può accedere alla propria documentazione online tramite Spid o CIE (carta d’identità elettronica).

È altresì prevista la possibilità di ottenere anche una copia cartacea della certificazione unica.

Il percettore può recarsi fisicamente presso la sede dell’INPS o rivolgersi al CAF o al proprio commercialista.
Un’alternativa è quella di ricevere la propria copia inviando una PEC – con in allegato una scansione del proprio documento di identità – a questo indirizzo: richiestaCertificazioneUnica@postacert.inps.gov.it

Per maggiori informazioni si possono chiamare anche i call center dell’INPS: 803 164 da fisso gratuito, 06 164164 dal cellulare, a pagamento.

Dichiarazione dei redditi e certificazione unica

I lavoratori dipendenti che nel corso del periodo di riferimento (precedente annualità) hanno avuto un solo sostituto d’imposta e non hanno alcun tipo di deducibilità o detraibilità (spese mediche, lavori edilizi) non sono tenuti a presentare il 730, modello Redditi.
Questo perché la certificazione unica è già di per sé una vera e propria dichiarazione dei redditi.

Se il soggetto percipiente ha invece più sostituti d’imposta e quindi più certificazioni uniche – anche, ad esempio, nel caso che perda l’impiego e percepisca la disoccupazione – allora dovrà compilare le dichiarazioni dei redditi in base a quanto riportato all’interno delle certificazioni ricevute.

Certificazione unica e modello precompilato

Ancora più semplice nel caso in cui il percipiente dovesse scegliere di presentare il modello precompilato generato dal sito dell’Agenzia delle entrate: in questa circostanza non dovrà fare altro che operare un controllo in modo che non vi siano omissioni o errori.
Questo perché l’Agenzia delle entrate genera il precompilato proprio in base alle certificazioni uniche ricevute in via telematica dai sostituti di imposta.

Certificazione unica e modello 770

Il modello 770 è tecnicamente un documento che i sostituti di imposta devono presentare all’autorità competente per la presentazione della dichiarazione dei redditi e concerne le ritenute operate (su stipendi, compensi e pensioni).
Può essere trasmesso all’Agenzia delle entrate a condizione che sia stata inviata anche la certificazione unica.

Certificazione unica e dati inclusi nel 770

Comprende, oltre ai redditi: dividendi, proventi e redditi di capitale, ricomprendendo le ritenute sui pagamenti relativi a bonifici disposti per il recupero del patrimonio edilizio e per interventi di risparmio energetico.

In più, locazioni brevi inserite all’interno della certificazione unica e come specificatamente riportato sul sito dell’Agenzia delle entrate: “somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi (art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’art. 15, comma 2, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102) e somme liquidate a titolo di indennità di esproprio e di somme percepite a seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni d’urgenza”.

L’intera gestione della certificazione unica può, come visto, richiedere particolari oneri e creare difficoltà soprattutto nel caso in cui vi siano più sostituti di imposta e diverse deducibilità e/o detraibilità.

Per qualsiasi eventualità non esitare a contattarci, troveremo insieme la migliore soluzione per te.

Ci occupiamo noi di tutto: scopri il centro Team Service più vicino a te, consulta questa pagina.

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