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Che cos’è la finanza Agevolata

Finanza agevolata: cos’è e come funziona?

La parola “Finanza agevolata” non ha un’effettiva definizione chiara e univoca; tuttavia, utilizzandola ci riferiamo ad una serie di strumenti messi a disposizione dagli organi legislativi comunitari, statali e regionali per le imprese private al fine di innescare un meccanismo di crescita economica dell’intero tessuto imprenditoriale partendo dalle piccole e medie imprese.
Tali strumenti sono uno stimolo che permettono all’economia di un paese di respirare, un mezzo che aiuta le aziende a reperire risorse finanziarie a costi vantaggiosi così da permettergli di ampliare le loro possibilità.
In Italia, l’interesse per la finanza agevolata si è intensificato intorno alla metà del 2020, dopo che il governo italiano per far fronte alla crisi economica provocata dal Covid-19 ha messo in atto misure fondamentali per incentivare lo sviluppo economico del paese. Questo ha coinvolto qualsiasi tipo di impresa, dalle piccole-medie imprese ai colossi, dai liberi professionisti ai privati.

Gli obiettivi della finanza agevolata

La finanza agevolata ha come obiettivo l’affiancamento di un’azienda nel corso dell’acquisizione di agevolazioni ideate a diversi livelli:

Livello comunitario – Gli strumenti di finanza agevolata previsti dall’Unione Europea, messi a disposizione delle aziende che operano negli stati membri.
Un esempio di questi strumenti sono i finanziamenti settennali forniti dall’Unione Europea ai paesi più deboli dell’Unione. Tali finanziamenti sono orientati a colmare il divario tra le nazioni più deboli e più all’interno dell’unione così da uniformare un’economia stabile europea.
Esempi di fondi europei sono: Il FESR (il fondo europeo di sviluppo regionale) orientato allo sviluppo tecnologico imprenditoriale, il FSE(Fondo Sociale Europeo) volto a finanziare la formazione dei lavoratori e l’inclusione sociale e il FEAMP (fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca).

Livello Statale – il governo che legifera approvando decreti e leggi che permettono e favoriscono lo sviluppo e il sostegno economico alle imprese.

Livello regionale – Politiche d’intervento attuale a livello regionale in favore di piccole e medie imprese al fine di stimolare il tessuto economico regionale.

Livello Locale – L’ente più vicino agli imprenditori è la camera di commercio provinciale. Ogni camera di commercio è autonoma rispetto alla propria provincia di riferimento ed emette bandi, contributi ed agevolazioni per le imprese presso loro registrate.
I supporti delle camere di commercio nascono con l’obiettivo di rispondere alle necessità dell’economia territoriale, sono quindi volti a favorire le imprese che toccano i settori fondamentali del territori.

In termini pratici, quando utilizziamo la parola finanza agevolata ci riferiamo a qualsiasi strumento che il legislatore mette in atto per creare vantaggi e stimolare positivamente le imprese presenti sul territorio con il fine di incentivare la crescita economica.

A chi sono mirate le misure di supporto della finanza agevolata?

Abbiamo quindi capito con i precedenti paragrafi che le misure nate in funzione della finanza agevolata sono orientate prettamente alle imprese, ma di che imprese stiamo parlando?

Alcuni esempi possono essere:

– Piccole e medie imprese;
– Start-Up;
– Imprese femminili;
– Imprese orientate ai giovani;
– Liberi professionisti;
– Nuovi imprenditori;

Possono quindi usufruire delle misure della finanza agevolata aziende di natura totalmente diversa l’una dall’altra : Dal turismo al commercio, dall’agricoltura alla cultura, dall’allevamento alle aziende digitali. A tutte le piccole e medie imprese è data la possibilità di ampliare il proprio spettro di possibilità e di contribuire a costruire un tessuto economico industriale solido e compatto.
Quasi tutti gli interventi legati alla finanza agevolata hanno inoltre come requisito d’accesso quello che viene chiamato Codice Ateco, ovvero il codice identificativo a sei cifre che delinea le attività dell’azienda e l’iscrizione al registro delle imprese presso la camera di commercio.

Quali sono le tipologie di agevolazioni della finanza agevolata?

Un aspetto fondamentale della finanza agevolata è il modo attraverso il quale vengono erogate queste agevolazioni.
Per quanto si possa pensare che gli aiuti arrivino sotto forma di denaro, non è l’unico modo attraverso il quale si può aiutare un’azienda.
Principalmente abbiamo due tipi di agevolazioni: quelle di natura diretta e quella di natura indiretta.
Quando parliamo di agevolazioni di natura diretta stiamo parlando di erogazione di denaro direttamente sui conti delle aziende beneficiarie, quando invece parliamo di agevolazioni di natura indiretta, l’impresa sfrutta dei benefici fiscali per investimenti di varia natura (solitamente assunzione di personale a tempo indeterminato).

I contributi a fondo perduto

Anche conosciuto come contributo in conto capitale, è uno degli strumenti assistenziali più richiesti.
Nel pratico sono somme di denaro che possono non essere restituite e vengono erogate sotto forma di liquidità che vengono aggiunte direttamente sui conti dell’azienda stessa. A differenza di altre agevolazioni i contributi a fondo perduto vengono erogati solamente ad investimento sostenuto, a fronte delle relative fatture presentate.
Queste concessioni sono vincolate da una serie di requisiti che l’azienda deve rispettare durante la realizzazione degli investimenti, il mancato rispetto di tali direttive può comportare il totale annullamento della somma concessa all’impresa.
Un contributo a fondo perduto è un ottima mossa per migliorare la produttività di un azienda oltre che la sua competitività sia in ambito nazionale che internazionale.

Finanziamento a tasso agevolato

Il finanziamento a tasso agevolato (o prestito a tasso zero) è una tipologia di prestito concesso a condizioni vantaggiose destinato a imprese che rispettano rigidi requisiti.
Sono solitamente concessi da un ente erogatore pubblico, da un istituto bancario o da entrambi in compartecipazione e presentano un tasso di interesse di gran lunga inferiore a quelli presenti sul mercato.
Queste forme di finanziamento nascono per promuovere la nascita di nuove attività imprenditoriali che andranno ad arricchire il territorio.
Nella maggior parte dei casi il tasso di interesse per questa tipologia di finanziamento si aggira tra lo 0% e lo 0,5%.

Sgravi Fiscali e credito d’imposta

Un’altra interessantissima tipologia di contributo è rappresentata dallo sgravio fiscale.
Questo avviene solitamente sotto forma di credito di imposta, una forma di credito espressa dallo stato che può essere utilizzata in compensazione attraverso l’F24 nel momento del pagamento delle imposte.
I crediti d’imposta vengono erogati alle aziende come importi proporzionali alle spese totali degli investimenti sostenuti in determinato ambito. Sono somme di cui l’investitore può disporre in modi diversi:

– L’utilizzo diretto del credito: Attraverso il tamponamento delle tasse anche chiamato “Compensazione in F24”;
– Cessione del credito: Nel caso in cui l’imprenditore non avesse più interesse nell’utilizzare i crediti d’imposta ricevuti dagli enti governativi, li può cedere ad un’altra impresa entro i limiti di legge.

Il sostegno agli investimenti: La garanzia del credito

La garanzia del credito è una forma di agevolazione concessa alle aziende al fine di renderle credibili e affidabili, dunque, più sicure nel caso di richieste di finanziamenti.
Questo tipo di aiuti sono erogati dal Mediocredito Centrale messo a disposizione da Invitalia, che rappresenta la garanzia di credito più diffusa in Italia.
È rivolta principalmente alle piccole e medie imprese italiane e gli permette di accedere con facilità alle soluzioni di finanziamento da parte di banche ed istituti finanziari, ottenendo somme che vengono poi destinate a spese verso investimenti strettamente legati all’attività dell’impresa.
L’accesso a questo tipo di garanzie da parte degli enti di finanza agevolata avviene a seguito di una profonda valutazione dell’impresa volta a testare la sua solidità economica.

Intervento nel capitale

Quando parliamo di intervento nel capitale di rischio stiamo parlando della partecipazione di un partner istituzione o pubblico con una quota di minoranza nel capitale di rischio di un’impresa.
È un’attività dal doppio fine: da una parte si assiste ad un rafforzamento della società verso terzi come ad esempio le banche, dall’altra la partecipazione è avvalorata dal finanziamento agevolato mirato a sostenere l’impresa.

Contributi “De minimis”

I Contributi definiti “de minimis” sono agevolazioni concesse ad un’unica impresa in un piccolo arco di tempo, sono supporti economici di minor entità (Fino a 200 mila euro) e non sono soggetti all’obbligo di comunicazione alla commissione Europea, in quanto non in grado di alterare la concorrenza sul mercato.
Sono solitamente resi disponibili a piccole imprese come Start-up o PMI nell’ottica di crescita o di tamponamento di piccole crisi, con alcune limitazione legate a specifici settori produttivi che non possono accedervi.
Esempi di questi settori sono:

– Pesca e acquacoltura;
– Produzione di prodotti agricoli;
– Trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
– Attività di esportazione in paesi terzi;

Contributi in conto Interessi

È una forma di agevolazione che diminuisce il tasso di interesse applicato ad un finanziamento governativo a fronte della presentazione di un programma di investimenti con obiettivi realistici tesi ad un’economia solida.
Il contributo in conto di interessi normalmente divide il momento in cui si il finanziamento viene formalizzato da quello in cui avviene la domanda di agevolazione.
Nel caso di questo finanziamento agevolato non vengono richieste particolari garanzie da parte di chi emette l’agevolazione in quanto si ritiene sufficiente l’esito positivo dell’istruttoria.

Contributo in conto canone – Leasing

Il contributo in conto canone è molto simile al contributo in conto di interessi e si applica ad un contratto di locazione finanziaria; il suo effetto è quello di incentivare l’abbassamento dei costi dei canoni a carico del beneficiario del contributo.
Contributo in conto esercizio (gestione)

Il contributo in conto esercizio è un contributo molto simile a quello in conto capitale, si differenzia nell’ambito delle imposizioni fiscali.
Questo tipo di concessione viene autorizzata per contribuire alle spese di gestione che il beneficiario deve sostenere per portare a termine un determinato progetto.

Contributi in conto impianti

I contributi in conto impianti sono delle somme di denaro erogate dallo stato verso imprese private con il solo scopo di incentivare la costruzione, l’aggiornamento e l’espansione degli impianti industriali.
Tali contributi nascono con l’esigenza di incentivare la costruzione o l’ammodernamento dei fattori produttivi “a lungo utilizzo”, fondamentali per un’azienda e la sua produzione, con lo scopo secondario di alimentalo lo sviluppo territoriale ed economico.

Come beneficiare della finanza agevolata?

Ora che abbiamo interiorizzato quali sono gli strumenti che la finanza agevolata utilizza per aiutare le imprese e che abbiamo compreso a fondo in che cosa consiste la finanza agevolata, dobbiamo chiederci: Come accediamo a questi fondi?

Per accedere ai fondi della finanza agevolata abbiamo principalmente due vie:

I Bandi di concorso – pianificati con largo anticipo, così da permettere a tutti di informarsi a riguardo, hanno date di apertura e chiusura molto rigidi.
Solitamente per far sì che la propria impresa acceda a questi bandi è richiesto un progetto descrittivo della totalità degli investimenti per cui si partecipa al bando, un planning del percorso e degli obiettivi prefissati e dei mezzi designati a tale scopo.
Sono inoltre solitamente caratterizzati da uno specifico settore di intervento e da un importo complessivo prefissato e comunicato per iscritto sul bando stesso.
Richieste a sportello – Questa modalità viene applicata per tutte le agevolazioni che non richiedono la partecipazione a bandi di concorso. Le richieste a sportello sono solitamente senza una data di scadenza precisa, tuttavia, la sua chiusura è dettata dalla disponibilità delle risorse.

Tutte le misure che rientrano nella finanza agevolata devono quindi indicare con precisioni le spese che si sta andando a finanziare. Le spese possono essere di due tipi:

Investimenti di tipo materiale – Cioè spese che sono solitamente orientate all’acquisto di attrezzature e macchinari direttamente connesso all’ambito produttivo o dei servizi dell’impresa stessa;
Investimenti di tipo immateriale – Ovvero spese legate alla progettualità, agli studi e consulenze, ai software e ai brevetti;

Contributi a fondo perduto per Start-up e PMI

I contributi a fondo perduto per le start-up e le PMI rientrano in quelle agevolazioni introdotte dagli enti pubblici per incentivare la creazione di nuove imprese rinnovando il tessuto imprenditoriale ed economico.
Gli incentivi a fondo perduto sono sempre erogati dalle autorità statali attraverso bandi, ossia degli atti pubblici contenenti le informazioni necessarie per la partecipazione al progetto, le tempistiche necessarie per portarle a termine e le modalità di trasmissione della richieste di partecipazione.
I contributi a fondo perduto sono solo una delle possibilità messe a disposizione delle nuove imprese, principale ente di riferimento per le agevolazioni è Invitalia, una società partecipate dal MISE che nasce con l’intento di incentivare lo sviluppo delle startup e delle micro imprese su tutto il tessuto imprenditoriale nazionale.
Esistono quindi numerosi bandi, nazionali ed europei, che possono diventare un’occasione per tutti i giovani imprenditori intenzionati a mettersi in gioco attraverso lo sviluppo di un idea in imprenditoria.
Premiare il coraggio di questi giovani è l’interesse di Invitalia che attraverso i bandi vuole dare un’occasione alle loro idee.
Il primo passo che possiamo fare vero l’accesso ad agevolazione è partecipare ad quindi ad un bando, ma come si fa?
Per partecipare ad un bando prima di tutto è importato leggerlo a fondo, poiché vengono condivise delle informazioni fondamentali ovvero quale categorie di imprese e imprenditori sono interessate e quale sono le scadenze ultime.
I requisiti per accedere ai bandi sono fondamentalmente di due tipi: soggettivi e oggettivi.
I requisiti soggettivi sono caratteristiche uniche del soggetto, ulteriormente queste si dividono in due sezioni:
– Caratteristiche che il soggetto deve possedere in fase di richiesta;
– Caratteristiche che il soggetto deve possedere al momento dell’ottenimento delle agevolazioni.

In base a ciò che il bando riporta è quindi possibile o meno parteciparvi, non solo con l’obiettivo di far nascere una start-up, ma anche di stimolare lo sviluppo di aziende appena nate.

Oltre ai requisiti soggettivi, ne abbiamo di oggettivi.
I requisiti oggettivi solitamente riguardano l’appartenenza ad un determinato contesto imprenditoriale apprendibile attraverso un codice identificativo a sei cifre chiamato CODICE ATECO, tale codice ci permette di identificare la start-up o la nostra impresa in un determinato frame di attività svolta.
Spesso i bandi hanno come requisito oggettivo quello di appartenere ad un determinato codice ATECO oltre che all’iscrizione alla camera di commercio.

Il bando Isi Inail

Il bando Isi Inail è un bando di finanziamento a fondo perduto promosso dall’Inail.
Tale bando ha il nobile scopo di incentivare gli investimenti per le imprese in materia di interventi votati al miglioramento della sicurezza sul lavoro vengono quindi finanziati:

– Progetti di investimento;
– Progetti di adozione di modelli organizzativi di responsabilità sociale;
– Progetti di bonifica dei materiali contenente Amianto;
– Progetti per piccole imprese operando in settori specifici;

Questo contributo viene erogato alle imprese che si sono rivelate meritevoli in graduatoria a seguito di una verifica tecnico amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto, rivelandosi anche cumulabile con i benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito.

Finanza agevolate per le imprese colpite dal Covid-19

A seguito dei danni riportati dalla pandemia, le istituzioni hanno varato delle misure di finanza agevolata per le imprese, nello specifico sono stati presentati 3 decreti fondamentali.

Il decreto cura Italia – Pubblicato in gazzetta a marzo 2020 in piena pandemia, contenente tutte le complesse misure necessarie a fronteggiare gli effetti della prima ondata di covid-19, dalla protezione personale alla produzione dei dispositivi di protezione e il potenziamento del sistema sanitario oltre che alle misure di finanza agevolata orientate al sostegno delle imprese e del mondo del lavoro.
Il decreto liquidità – che nell’aprile del 2020 ha previsto prestiti agevolati alle imprese, coperti dalle garanzie esterne del fondo di garanzia per PMI fino a 499 dipendenti e dalla Sace per le aziende con più ampio range di dipendenti.
Il decreto rilancio – Pubblicato nel maggio del 2020, attraverso questo decreto si è andato a sostenere le imprese che durante la pandemia hanno subito gravi perdite di fatturato, oltre ad un’ampia serie di misure in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, alle politiche sociali volte ad aiutare la ripresa economica.

Il più grande intervento di finanza agevolata in Italia: IL PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)

A seguito delle problematiche economiche legate alla pandemia del 2020, nel 2021 l’Italia ha varato il suo più grande intervento di finanza agevolata di sempre: IL PNRR o Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Questo piano rientra nel quadro più grande della ripresa europea intitolata Next Generation Eu, con la volontà di superare la crisi economica derivata dalla pandemia da covid-19.

Il piano di ripresa e resilienza è stato costruito lungo 6 aree tematiche, definite missioni:

– Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
– Rivoluzione verde e transizione ecologica;
– Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
– Istruzione e ricerca;
– Inclusione e coesione;
– Salute;

Un esempio di finanziamento agevolato in questi termini è il piano di transizione 4.0.

Il Piano Transizione 4.0

Il piano di transizione 4.0 è il piano con cui il ministero dello sviluppo economico ha stanziato risorse dalla legge di bilancio collegata al PNRR andando a stimolare l’industria 4.0 e l’innovazione attraverso la concessione di finanziamenti agevolati sotto forma di credito d’imposta sugli investimenti effettuati sulle imprese.
Gli investimenti sono orientati ad una migliore gestione dei processi, precisione e flessibilità delle aziende che si inseriscono in un tessuto economico globalizzato in continua evoluzione e digitalizzazione.
L’obiettivo di questo piano è proprio quello di stimolare l’interesse delle aziende verso la tecnologia e l’innovazione sia in ambito digitale che in ottica di formazione delle risorse necessarie per un viaggio verso la digitalizzazione delle imprese. Gli aiuti provenienti da questo piano fanno uso di 3 strumenti:

Il credito d’imposta beni strumentali – mirato a supportare le imprese che investono in beni strumentali materiali e non funzionali alla digitalizzazione e innovazione dei processi produttivi;

La nuova sabatini – Per sostenere l’acquisto di macchinari tecnologicamente avanzati e l’accesso a tecnologie digitali software e hardware;

La formazione 4.0 – Per sostenere la formazione delle risorse all’interno dell’azienda, così che siano a pari passo con la digitalizzazione delle imprese e sappiano rispondere alle esigenze dell’innovazione, portando così nuove idee e visioni all’interno dell’azienda;

Il Fondo per l’impresa Femminile

Come si può dedurre dal nome, il fondo per l’impresa femminile si pone l’obiettivo di alimentare l’imprenditoria femminile, che è anche uno degli obiettivi fondamentali inseriti tra le linee guida del piano Nazionale di ripresa e resilienza. Gli interventi di supporto al fondo per l’impresa femminile saranno:

Contributi a fondo perduto per Startup al Femminile – con particolare attenzione alle imprese individuali e alle attività di libero professionista avviate da donne disoccupate;
Finanziamenti a tasso zero e agevolati – Per avviare e sostenere le attività d’impresa al femminile, sono stati stanziati 0,8 milioni annui per il microcredito alle attività di imprenditoria e di microimpresa fondate da donne;
Incentivi per rafforzare le imprese femminile costituite da almeno 36 mesi – Sotto forma di contributi a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’80%;

Percorsi di assistenza tecnico gestionale – Per le attività pubblicitarie e comunicative durante la totalità del periodo degli investimenti e/o di compimento del programma di spesa, attraverso un sistema di voucher per accedervi;

Investimenti nel capitale – A beneficio esclusivo delle imprese a trazione femminile tra le aziende innovative nei settori di interesse nazionale;
A chi è rivolto il bonus per l’imprenditoria femminile?

Tendenzialmente a 4 categorie di beneficiari:

Cooperative a trazione femminile con almeno il 60% di donne socie;
Società di capitale con quote e componenti nel consiglio di amministrazione per almeno di due terzi femminile;
Imprese individuali con titolare donna non condannata in via definitiva per reati;
Lavoratrici autonome che presentano partita IVA entro 60 dalla valutazione positiva della domanda;

Chi può accedere alle agevolazioni del Fondo impresa Donna?

Non tutte le donne possono accedere al fondo per l’impresa femminile, principalmente è destinato ad imprese già esistenti, che hanno caratteristiche specifiche.
Devono essere imprese con sede legale in Italia costituite da almeno un anno dal momento in cui si richiedono i contributi, in aggiunta queste devono essere già iscritte al registro delle imprese e non devono essere sottoposte né a liquidazione volontaria né alle procedure concorsuali che abbiano come termine la liquidazione. Altresì non devono essere imprese coinvolte in problematiche di finanziamenti illeciti quindi non deve essere state oggetto di un recupero da parte del MISE.

Il diritto alle agevolazioni non è predisposto soltanto per le aziende, ma anche per le lavoratrici autonome iscritte all’albo nazionale di riferimento e che possiedono partita IVA da almeno un anno.
Nel caso di persone fisiche, è anche possibile richiedere agevolazioni per imprese appena costituitesi trasmettendo la documentazione necessaria all’attestazione della costituzione dell’impresa stessa oppure, in caso di lavoro autonomo, dell’apertura della partita iva.
Ad ogni modo, per potere essere ammessi, è necessario superare l’iter di approvazione di Invitalia che comunicherà il responso nel giro di 60 giorni.

Come fare domanda per il Fondo impresa donne?

Le domande per accedere al fondo impresa donna vanno presentate telematicamente attraverso la piattaforma di Invitalia, il criterio che si applicherà alla valutazione è l’ordine di presentazione della richiesta, contestualmente al merito del progetto imprenditoriale ovvero alle possibilità potenziali del progetto presentato.
Le domande di agevolazione dovranno infatti essere allegate ad un progetto imprenditoriale da compilare attraverso la piattaforma informatica di Invitalia che dovrà necessariamente contenere il profilo dell’impresa, la descrizione dell’attività, un’analisi del mercato e le relative strategie di comunicazione, gli aspetti tecnico produttivi ed organizzativi; oltre il progetto saranno richiesti anche i dati anagrafici e la documentazione necessaria della richiedente.

Resto al Sud

Resto al sud è un programma mirato ad incentivare le politiche imprenditoriali e l’economia del meridione, introdotta dall’articolo 1 del decreto legge 91/2017 convertito poi in legge 123/2017. Il programma è uno strumento di finanza agevolata per le imprese del meridione.
L’obiettivo è quello di fornire sovvenzioni indirizzate in un’area localizzata del paese con l’intento di ridurre il divario economico imprenditoriale che c’è tra nord e sud Italia.
L’incentivo nasce inoltre con il desiderio di sostenere l’avvio di nuove start-up di giovani imprenditori provenienti dal mezzogiorno, così da aumentare il tessuto sociale economico meridionale e diminuire il livello di disoccupazione sui territori.

Chi può richiedere l’agevolazione “resto al sud”?

Possono richiedere queste agevolazioni i residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Tuttavia non è il solo prerequisito necessario per poter ottenere questi incentivi altri criteri sono:

– Il limite di età a cinquantacinque anni;
– Non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per la durata del finanziamento;
– Nel triennio precedente non si devono aver ricevuto altre agevolazioni nazionali per le imprese;
– Se liberi professionisti, non si deve risultare titolare di partita iva nei dodici mesi precedenti la presentazione della richiesta per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si richiedono le agevolazioni;
– Si è costruito o si intende costruire imprese individuali o in forma societaria con sede legale o operativa in una delle aree destinate dalla misura “resto al sud”;

Oltre ai criteri nei riguardi degli imprenditori ci sono anche determinate limitazioni alle attività imprenditoriali. Solo i seguenti tipi di attività potranno usufruire delle agevolazioni a riguardo:

– Imprese per la produzione di beni nei settori di industria e artigianato, di trasformazione di prodotti agricoli e acquacoltura;
– Per la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
– Aziende nel settore turistico;
– Attività da libero professionista;

Sono escluse quindi le attività del settore agricolo.

Come fare domanda per le agevolazioni “resto al sud”?

Per accedere ai fondi di “Resto al sud” è necessario partecipare ad un processo selettivo. Ogni membro del gruppo imprenditoriale sosterrà un colloquio con esperti di Invitalia, se uno solo dei componenti non si presenta a colloquio la richiesta verrà automaticamente respinta.
I richiedenti dovranno accedere a questa fase successivamente la compilazione di un form online, in primo luogo allegando il progetto imprenditoriale per poi allegare tutta la documentazione necessaria:
– Dichiarazione soci non in possesso dei requisiti;
– Dichiarazione riepilogativa della società costituita;
– Dichiarazione del possesso dei criteri in soggetto;
– Conformità della documentazione prodotta;
– Curriculum Vitae compilato dal titolare dell’impresa e dal suo socio;
– Dichiarazioni riepilogativa per l’impresa individuale;

Per avere informazioni scrivici a: info@team-service.it

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