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Dichiarazione di Successione: Cos’è e come si fa

La morte di un congiunto, oltre che causa di immenso dolore, può comportare alcune volte anche la necessità di occuparsi di alcuni adempimenti burocratici piuttosto noiosi e fastidiosi. Uno di questi è senza dubbio la dichiarazione di successione. Di cosa di tratta? Scopriamolo insieme nei paragrafi che seguono.

Cos’è la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un documento di natura burocratica e fiscale che spetta agli eredi di un defunto.

Il suo scopo è quello di dare indicazioni all’Agenzia delle Entrate circa la composizione e distribuzione del patrimonio ereditario in modo da poter procedere al calcolo dell’imposta di successione. 

Essa si configura anche come una vera e propria procedura giuridica che, in caso di ritardi e omissioni, può dare luogo a sanzioni, il cui obiettivo è quello di disciplinare il trasferimento del patrimonio ereditario della persona defunta ai suoi eredi.

Quanti tipi di successione ci sono

La legge prevede due tipi di successione o eredità:

  • La successione testamentaria, che è regolata in base ad un testamento redatto dal defunto prima del decesso. Un testamento è una scrittura privata che non necessita di registrazione davanti ad un pubblico ufficiale anche se, per limitare il rischio di contraffazione, è sempre preferibile procedere con la registrazione 
  • La successione legittima, che invece riguarda gli eredi legittimi del defunto, in assenza di testamento o quando questo è considerato nullo. 

La successione legittima di eredità si rivolge in particolare a cinque tipi di eredi secondo questo ordine gerarchico:

  1. Il coniuge;
  2. I figli;
  3. I genitori;
  4. I fratelli;
  5. Altri parenti;
  6. Lo Stato.

Quando presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro un anno dalla morte del defunto presso la sede dell’Agenzia delle Entrate dove questi ha avuto la sua ultima residenza. 

Se la residenza era invece all’estero, la dichiarazione dovrà essere presentata presso la sede ubicata nel luogo dove vi è stata l’ultima residenza italiana. 

Qualora anche l’ultima residenza non fosse nota o il defunto avesse sempre risieduto all’estero, sarà necessario presentare la dichiarazione presso l’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate di “Roma 6”, via Canton n. 20.

Quali informazioni sono presenti nella dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione, come abbiamo visto, non è altro che un documento che prevede al suo interno la lista completa di tutti i beni immobili, denaro, quote di società e altri beni o proprietà, quali ad esempio automobili, opere d’arte e gioielli, che il defunto possedeva mentre era ancora in vita.

Devono, inoltre, essere indicati all’interno dell’atto come sono stati ripartiti i beni entro il lascito testamentario. Sono, infatti, tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione tutti gli eredi, i loro legatari o rappresentanti legali, i curatori delle eredità giacenti e gli amministratori dell’eredità.

Imposta di successione 

Dopo aver presentato la dichiarazione, scende in campo l’Agenzia delle Entrate, alla quale spetta il compito di notificare agli eredi l’importo e la liquidazione dell’imposta di successione. Il termine per poter procedere al pagamento è di 60 giorni successivi alla richiesta.  

Sono tuttavia previste delle franchigie che esonerano dal pagamento dell’imposta di successione. Queste riguardano:

  • Coniuge e figli, che possono godere di una franchigia di un milione di euro. Qualora il patrimonio ereditato dovesse superare questa soglia, questi dovranno comunque pagare una tassa che è fissata secondo un’aliquota pari al 4% dell’intero importo;
  • Fratelli e sorelle, per i quali invece la franchigia è di 100.000 euro e l’aliquota, in caso di eredità superiori, pari al 6%;
  • Eredi disabili, per i quali invece la franchigia è di 1,5 milioni di euro.

Zii, nipoti, cugini, suoceri, cognati e altri parenti fino al quarto grado non hanno diritto a franchigie e sono tenuti al pagamento di un’aliquota pari al 6%, mentre per altri soggetti questa è fissata all’8%.

Altre imposte in caso di beni ereditari

Nel caso di beni immobili, oltre all’imposta di successione, sono da pagare, ancora prima di presentare la dichiarazione di successione, le imposte ipotecarie e catastali relative alla voltura della proprietà proprio come avviene durante una compravendita.

Per calcolare il valore catastale bisogna conoscere la rendita catastale dell’immobile e la categoria di appartenenza, anche se in genere questo si ottiene moltiplicando la rendita catastale per il 5%. 

L’imposta ipotecaria invece è fissa e pari al 2%, ma non è dovuta qualora l’erede utilizzi l’immobile come abitazione principale.

Cosa accade se non si presenta la dichiarazione di successione

Presentare la dichiarazione di successione, come avrai già compreso, è un adempimento obbligatorio, che serve a stabilire le imposte dovute dagli eredi a seguito del loro subentro nella proprietà del patrimonio del defunto.

Quest’obbligo è stato stabilito in base al decreto  legislativo  n.346 del 31  ottobre 1990, art.28

Qualora, quindi, gli eredi non dovessero provvedere entro i termini previsti (12 mesi dalla morte del congiunto) alla presentazione della dichiarazione, c’è il rischio di incorrere in sanzioni il cui importo aumenta in base all’entità del ritardo. 

La sanzione amministrativa nel caso di omissione della registrazione oscilla, infatti, dal 120% al 140% dell’imposta dovuta. Nel caso in cui non sia dovuta alcuna imposta, la sanzione si aggira tra i 250 e i 1000 euro.

Nel caso invece di ritardi, le sanzioni previste sono:

  • Ritardo di massimo 30 giorni nella presentazione: dal 60% al 120% dell’imposta dovuta oppure da 150 a 500 euro se non è dovuta alcuna imposta;
  • Ritardo nel versamento dell’imposta (da fare entro massimo 60 giorni dalla richiesta): sanzione del 30% sull’importo da versare.

Dove presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità che abbiamo visto nel precedente paragrafo “Quando presentare la dichiarazione di successione”. 

In alternativa, è anche possibile spedire la dichiarazione per via telematica mediante un software di compilazione presente sullo stesso sito dell’Agenzia delle Entrate. Oppure, per facilitare ulteriormente le cose, rivolgersi ad un centro di assistenza fiscale o altro intermediario abilitato come Team Service.

Per usufruire del nostro servizio di dichiarazione di successione  che ha il vantaggio di avvenire tutto per via telematica, quindi senza muoverti da casa, dovrai fornire:

  • Nome e codice fiscale dell’erede che inoltra la successione;
  • Nome, codice fiscale e IBAN dell’erede che paga le imposte;
  • Numero di eredi;
  • Patrimonio (beni mobili quali conti correnti, titoli, azioni, quote societarie, veicoli, preziosi, ecc. e immobili quali terreni o fabbricati, fino ad un massimo di 3);
  • Certificato di morte del defunto che ha lasciato l’eredità;
  • Documento di identità di tutti gli eredi (fino ad un massimo di 5);
  • Documenti relativi al possesso dei beni.

Appena la documentazione sarà pronta, il nostro staff ti contatterà per comunicarti il totale delle imposte da pagare (comprese quelle relative alla voltura catastale se in presenza di immobili) e procedere con l’invio della pratica e la sua firma.

Per conoscere il costo e le modalità di erogazione del nostro servizio di presentazione della dichiarazione di successione, recati in una delle nostre sedi, chiamaci al numero 081-5628221 oppure visita le pagine dedicate alla dichiarazione di successione presso i canali dell’Agenzia delle Entrate direttamente sul nostro sito!

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