Da un periodo di crisi nascono sempre opportunità; si aprono nuovi scenari, territori inesplorati si stagliano all’orizzonte.
La pandemia è stata uno spartiacque, un evento che – trascurando in questo contesto i traumi umani e sociali – ha creato i presupposti per ripensare al lavoro in termini di investimenti, approccio e innovazione.
La zona maggiormente colpita dalla crisi aggravata dalla pandemia è senza dubbio il Mezzogiorno per i cui abitanti sono stati stanziati fondi utili per ricostruire un’economia che annaspa sempre più in un mare di crisi che si susseguono.
I finanziamenti, in linea generale, si pongono come focus principali il futuro e l’innovazione.
La digitalizzazione è diventata imprescindibile per chiunque, oggi, desideri avviare un’impresa: durante i mesi più duri del lockdown, e in parte anche successivamente con le zone colorate, molti settori avevano la possibilità di garantire prestazioni lavorative solo attraverso lo smart working.
Queste problematiche, non del tutto superate, hanno imposto nell’immediato un cambiamento repentino che, però, grazie alle tecnologie digitali, il cui utilizzo è incoraggiato anche dalle istituzioni, è destinato a diventare strutturale.
Il cambiamento offre opportunità: per chi decide di accettare la sfida e creare o rafforzare la propria start up sono previsti molteplici finanziamenti e agevolazioni.
Vediamo in questo articolo quali sono quelli più interessanti del 2022 – alcuni dei quali già esistenti e rinnovati – rivolti alle start up.
Finanziamento per fondo impresa donna: un 2022 che si propone finalmente inclusivo
Erogato da InvItalia, prevede un finanziamento a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato. È rivolto, come detto, a imprese femminili: nello specifico a ditte individuali femminili o società la cui maggioranza delle quote di partecipazione appartenga a donne e la maggioranza del consiglio di amministrazione sia di composizione femminile.
Il fondo finanzia immobilitazioni materiali e immateriali, oltre alle spese di personale assunto sia a tempo determinato che indeterminato.
Le start up, per ottenere questo finanziamento, devono presentare un programma di investimento dal valore non superiore a 100.000 euro (in questo caso Invitalia copre a fondo perduto l’80%, il resto finanziato a tasso zero) oppure un programma dal valore superiore a 100.000 euro ma che non superi i 250.000 (in questo caso viene garantita una copertura finanziaria a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili).
Resto al sud 2022: un finanziamento a fondo perduto per rinvigorire le proprie radici e dare vita a una start up
Resto al sud incentiva la nascita di nuove attività nel Sud Italia e in qualche area specifica del Centro, zone particolarmente colpite dalla crisi socio-economica legata alla pandemia.
Anche questo finanziamento è erogato da Invitalia e anche questo è a contributo misto: fondo perduto e tasso agevolato.
Il finanziamento è rivolto a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni e abita in una regione del Sud Italia; in più possono accedere al finanziamento anche i residenti dei comuni terremotati di Lazio, Marche e Umbria.
I settori coinvolti sono molteplici: turismo, servizi in generale, artigianato e attività professionali.
Per partecipare al bando non bisogna avere usufruito in passato di aiuti equipollenti connessi all’imprenditorialità; non si deve avere un rapporto lavorativo a tempo indeterminato; non si deve essere titolari di un’attività d’impresa alla data 21/06/2017; i liberi professionisti non devono essere titolari di partita Iva nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda.
Al bando si può partecipare come singoli con un programma di investimento fino a 50.000 euro; l’importo finanziato – in base al programma presentato – può raggiungere anche 200.000 nel caso di società con quattro soci.
Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: il finanziamento dedicato a chi nel 2022 vuole dare vita a una start up tradizionale
Questo bando è rivolto a chi ha meno di 35 anni e all’imprenditoria femminile senza limiti di età; più precisamente la start up deve essere costituita almeno al 51% da giovani under 35 o donne.
Anche in questo caso si tratta di un contributo misto: finanziamento a fondo perduto e a tasso zero.
I settori a cui è rivolto questo bando, come detto, sono quelli tradizionali: commercio, turismo, manifatturiero, trasformazione prodotti agricoli, cultura e servizi in generale.
Le agevolazioni sono destinate a start up che vogliono strutturarsi in questi specifici segmenti di mercato, ma anche ad aziende già esistenti che vogliono trasformare o ampliare la propria attività in relazione ai settori oggetto del bando.
Le imprese costituite da non più di 36 mesi possono richiedere un finanziamento – per le spese ammissibili – non superiori a euro 1.500.000 e il contributo a fondo perduto è riconosciuto in misura pari al 20%.
Invece, per le imprese costituite da più di 36 mesi (ma da non più di 60 mesi), l’importo non può essere superiore a euro 3.000.000 e il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 15%.
Smart & start 2022: il finanziamento per start up innovative
L’ente erogante è anche in questo caso Invitalia e si tratta di un finanziamento a tasso agevolato, rivolto a quelle imprese che sono iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese dedicato alla start up innovative.
L’innovazione in questo contesto è riferita per lo più alla digitalizzazione: possono accedere al bando team che intendono costituire una start up innovativa o imprese che si occupano principalmente di settori innovativi costituite da non più di 60 mesi.
Invitalia finanzia – a tasso zero – l’80% dell’importo totale.
Tale importo può anche raggiungere il 90% se le quote sociali fanno capo a ragazzi under 35 o a donne di qualsiasi età, purché maggiorenni.
Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire da 12 mesi dall’ultima quota ricevuta.
C’è anche la possibilità di ottenere finanziamento a fondo perduto per 1/3 dell’importo richiesto per quelle start up che hanno sede legale nelle regioni del Sud Italia o nei comuni colpiti dal terremoto.
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