Investire in sicurezza sul lavoro significa quasi sempre sostenere costi concreti: nuovi macchinari a norma, dispositivi di protezione, interventi strutturali, bonifiche, sistemi di gestione. Per una piccola o media impresa questi investimenti competono con mille altre priorità e finiscono spesso in fondo alla lista. Il bando ISI dell’INAIL nasce proprio per abbassare questa barriera, coprendo con un contributo a fondo perduto una quota rilevante della spesa.
Capire come funziona, e soprattutto in quale fase ci si trova oggi, fa la differenza tra cogliere l’opportunità e scoprirla quando è troppo tardi.
Cos’è il bando ISI
ISI sta per Incentivi di Sostegno alle Imprese: è lo strumento con cui l’INAIL finanzia ogni anno progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è un prestito da restituire, ma un contributo a fondo perduto. Dal 2010 a oggi l’INAIL ha stanziato complessivamente oltre 4,7 miliardi di euro. L’edizione 2025, gestita nel corso del 2026, mette sul piatto 600 milioni di euro, suddivisi in cinque assi di finanziamento pensati per tipologie diverse di intervento: dai progetti di investimento e adozione di modelli organizzativi, alla riduzione del rischio da agenti (chimici, biologici, cancerogeni), fino agli interventi rivolti a micro e piccole imprese di specifici settori.
Quanto si può ottenere
Il contributo si calcola sulle spese ammissibili al netto dell’IVA. Per la maggior parte degli assi (1.1, 2, 3 e 4) copre il 65% della spesa; per l’Asse 1.2 sale all’80%. Il tetto massimo è di 130.000 euro per progetto. L’edizione 2025 ha introdotto anche un “intervento aggiuntivo”: un contributo complementare al progetto principale, finanziato fino all’80% delle spese, per un massimo di 20.000 euro, sempre entro il limite complessivo di 130.000 euro.
Tradotto: su un progetto ammissibile da 100.000 euro, il contributo può arrivare a 65.000 euro. È una leva importante, che però va conquistata rispettando regole e tempi precisi.
Come funziona la procedura (e perché i tempi contano)
La procedura si svolge interamente online e si articola in più fasi. Per l’edizione 2025 la compilazione delle domande sullo sportello informatico si è aperta il 13 aprile e si è chiusa il 28 maggio 2026. Dal 3 giugno 2026 l’INAIL ha pubblicato gli elenchi provvisori “No Click Day” (NCD), che ordinano le domande in base al momento di registrazione nella procedura. Le imprese presenti in questi elenchi non devono partecipare a un tradizionale “click day”, ma devono completare l’istanza caricando la documentazione richiesta entro un termine perentorio: le ore 18:00 del 9 settembre 2026. Chi non carica la documentazione entro quella scadenza decade dalla domanda.
È qui che molte imprese si giocano il contributo: non nella compilazione iniziale, ma nella fase documentale, spesso sottovalutata.
Cosa fare adesso
Se la tua impresa ha presentato domanda e figura negli elenchi No Click Day, la priorità è una sola: preparare e caricare la documentazione completa prima del 9 settembre 2026, senza ridursi agli ultimi giorni. Verifica preventivi, requisiti tecnici e coerenza tra progetto presentato e documenti a supporto.
Se invece non hai partecipato a questa edizione, il momento giusto per muoversi è proprio adesso: le finestre ISI si ripetono con cadenza annuale, e chi arriva pronto con un progetto definito, i preventivi in mano e i requisiti verificati parte avvantaggiato, perché in diversi assi conta anche l’ordine cronologico di registrazione.
Gli errori che fanno perdere il contributo
I motivi più frequenti di esclusione non riguardano la bontà del progetto, ma la forma: interventi non ammissibili secondo l’asse scelto, documentazione incompleta o incoerente, parametri tecnici non rispettati, tempistiche gestite male. Sono errori evitabili, ma richiedono di conoscere il bando nel dettaglio.
Muoversi tra assi, requisiti e scadenze di un bando ISI non è banale, e un passo falso può vanificare mesi di lavoro. Affrontare il percorso con chi segue questi finanziamenti ogni giorno, come Team Service, permette di concentrare le energie sul progetto di sicurezza, con la ragionevole certezza di non perdere il contributo per un cavillo procedurale.