Con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 36/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2022, l’obbligo di fatturazione elettronica si estenderà a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi conseguiti nell’anno precedente.
L’obbligo, che era già in vigore per i forfettari con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro dal 1° luglio 2022, diventerà quindi generalizzato a partire dal 1° gennaio 2024.
Come emettere fattura elettronica
Per emettere fattura elettronica è necessario essere in possesso di un sistema di fatturazione elettronica, che può essere un software gestionale, un servizio online o un intermediario abilitato. Ad esempio la piattaforma messa a disposizione da Team Service, che oltre all’invio di fatture, comprende anche lo spazio di ricezione, conservazione e codice destinatario.
Una volta in possesso del sistema di fatturazione elettronica, è necessario registrarsi al Sistema di Interscambio (SDI), che è il sistema telematico gestito dall’Agenzia delle Entrate che consente lo scambio di fatture elettroniche.
La fattura elettronica deve essere inviata al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.
Vantaggi della fatturazione elettronica
La fatturazione elettronica presenta numerosi vantaggi, sia per i soggetti emittenti che per i soggetti destinatari.
Per i soggetti emittenti, la fatturazione elettronica consente:
- di ridurre i costi di gestione delle fatture;
- di migliorare la tracciabilità delle operazioni;
- di ridurre il rischio di errori;
- di facilitare la conservazione delle fatture.
Per i soggetti destinatari, la fatturazione elettronica consente:
- di ricevere le fatture in modo più rapido e sicuro;
- di archiviare le fatture in modo semplice e sicuro;
- di detrarre o portare in deduzione le spese in modo più facile.
Dati statistici
Nel 2022, il regime forfettario ha registrato un ulteriore incremento di contribuenti, raggiungendo quota 1,7 milioni. Tale dato conferma la crescente diffusione di questo regime, che offre numerosi vantaggi in termini di semplificazione e risparmio fiscale.
Analisi dei dati:
L’analisi dei dati delle dichiarazioni dei redditi 2022 evidenzia che circa il 70% dei contribuenti in regime forfettario opera in quattro settori specifici:
- Attività professionale, scientifica e tecnica: 35%
- Commercio all’ingrosso e al dettaglio: 14%
- Settore sanitario e di assistenza sociale: 12%
- Altre attività di servizi: 8%
Il reddito medio imponibile dei contribuenti in regime forfettario è pari a circa 15.600 euro, con un picco di 21.850 euro nel settore delle attività immobiliari. Tale dato è superiore a quello registrato per il regime fiscale di vantaggio, il cui reddito medio imponibile si attesta a 14.400 euro.
L’imposta sostitutiva media, pari a 1.870 euro, è invece 2,6 volte quella dichiarata dai soggetti in regime fiscale di vantaggio, pari a circa 725 euro.
Il Dl 36/2022
Il Decreto Legge 36/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2022, è un provvedimento di natura economica e finanziaria che introduce una serie di misure per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tra le principali misure introdotte dal Decreto Legge 36/2022, figurano:
- L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi conseguiti nell’anno precedente. L’obbligo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024.
- L’introduzione di un nuovo regime fiscale agevolato per le partite IVA che svolgono attività di lavoro autonomo in forma associata o cooperativa. Il nuovo regime, che si chiama “regime forfettario di gruppo”, entrerà in vigore dal 1° luglio 2023.
- L’introduzione di un bonus di 200 euro per i lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati con un reddito inferiore a 35.000 euro. Il bonus sarà erogato in un’unica soluzione nel mese di luglio 2022.
- L’aumento del limite di spesa per la detrazione delle spese per l’assistenza alla persona da 1.500 a 3.000 euro. L’aumento entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023.
- L’introduzione di un nuovo credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e sviluppo. Il credito d’imposta, che è pari al 30% dei costi sostenuti, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023.
Il Decreto Legge 36/2022 è un provvedimento importante che introduce una serie di misure volte a sostenere la ripresa economica del Paese.