Esistono tante tipologie di contratto che necessitano di una procedura di registrazione. In questo articolo troverai un po’ di informazioni utili per capire come si registra un contratto e che soluzioni hai a disposizione per non rischiare inutili sanzioni. Sei pronto?
Ogni qual volta due o più persone hanno la necessità di definire le proprie posizioni e i propri interessi riguardo un accordo preso, ricorrono alla scrittura privata per determinare regole e comportamenti.
Questa scrittura privata è di fatto un contratto e come tale vincolante per le parti che lo sottoscrivono.
In questo articolo esamineremo nello specifico come si registra un contratto e risponderemo alle principali domande sull’argomento: quando un contratto va registrato e quando invece non è obbligatorio? Perché si registra un contratto? E, soprattutto: in che modo si registra un contratto?
Entriamo subito nel vivo inquadrando l’istituto sotto il profilo normativo.
Contratto: le fonti normative
Il contratto è, sinteticamente, una scrittura privata tra due o più parti utile per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
Questa è la nozione contenuta dall’articolo 1321 del codice civile dal quale possiamo ricavare anche altre informazioni utili.
Sappiamo, ad esempio, che la natura del contratto è sempre di natura patrimoniale, non inerisce dunque altre tipologie di rapporti; in più, opera su rapporti di tipo giuridico creandone di nuovi o intervenendo su accordi preesistenti.
Importante citare anche l’articolo 1322 del codice civile che sancisce l’autonomia contrattuale delle parti, nei limiti previsti dalla legge.
In base all’autonomia un contratto può essere tipico, quando l’assetto di interessi dei contraenti è già previsto e disciplinato dalla legge o atipico, quando esula i modelli previsti dalla legge purché gli interessi perseguiti dai contraenti siano meritevoli di tutela giuridica.
È altresì possibile concludere contratti misti che prevedono più fattispecie contrattuali tipiche o intervenire sul contratto tipico inserendo elementi cosiddetti accessori o accidentali in modo da plasmarlo in base agli interessi peculiari dei contraenti.
Nel documento vanno sempre riportati degli elementi essenziali: nominativi e dati dei soggetti coinvolti, termini dell’intesa e le specifiche dei reciproci obblighi.
Per fare in modo che il contratto abbia valore di legge anche in caso di futuri contenziosi, è necessario che sia formalmente registrato e in taluni casi anche autenticato.
A questo punto non ci resta che esaminare nello specifico la registrazione del contratto.
Come registrare un contratto
Partiamo subito da una constatazione abbastanza intuitiva: ragione principale per registrare un contratto è avere una certezza della data.
In taluni casi avere un chiaro riferimento temporale è anche obbligatorio – basti pensare al contratto di locazione – pertanto la registrazione è tassativamente prevista dalla legge.
Registrare un contratto inoltre lo rende opponibili a terzi – soggetti non sottoscrittori – in un eventuale contenzioso.
Fonte normativa della registrazione del contratto è il Decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 che prevede quei contratti che devono tassativamente essere registrati: i preliminari di vendite immobiliari – tutte le tipologie -, i contratti di comodato, le locazioni (superiori a 30 giorni) e le fideiussioni prestate da terzi devono essere iscritte nel registro.
Per tutti gli altri contratti la registrazione è facoltativa, pur restando identici gli oneri a carico dei sottoscrittori.
Ma qual è la procedura di registrazione?
Registrazione del contratto presso il registro: procedura
Chi ha intenzione di registrare il contratto presso il registro dell’Agenzia delle Entrate, deve inoltrare richiesta presso il competente ufficio.
Per talune tipologie di contratto (comodato d’uso) per effettuare la suddetta richiesta è necessario il modello 69 dell’Agenzia delle Entrate, per gli altri tipi di contratto la registrazione può essere richiesta facoltativamente online utilizzando i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate – purché il richiedente sia formalmente abilitato – o in forma cartacea sempre utilizzando il modello 69 oppure, nel caso di contratti di locazione, il modello RLI debitamente compilato che ha sostituito il modello 69.
Per completare la richiesta di registrazione bisogna:
- allegare due originali e una copia della scrittura
- applicare i contrassegni telematici (in sostituzione della marca da bollo)
- includere copia del documento di identità di ciascun contraente
Il contrassegno va apposto su ogni copia da registrare; in ogni caso ne va applicato uno ogni 100 righe oppure uno ogni quattro facciate.
Inoltre, per i contratti registrati presso l’Agenzia delle Entrate è necessario versare anche l’imposta di registro.
Registrazione contratto di locazione
Come abbiamo accennato in precedenza, il contratto di locazione – che ricordiamolo, va tassativamente registrato – ha una modalità di registrazione peculiare che andremo ad analizzare in breve.
In primo luogo la tempistica: il contratto di locazione va registrato entro 30 giorni che decorrono dalla data di stipula o qualora vi sia una decorrenza anteriore alla stipula entro 30 giorni da questa data.
La sopramenzionata richiesta di registrazione redatta tramite il modello RLI – che ricordiamo ha sostituito il modello 69 – presuppone una copia del contratto allegata; è prevista però una procedura semplificata senza testo contrattuale in allegato quando sussistono le seguenti condizioni:
- numero di locatori o conduttori non superiori a tre
- una sola unità abitativa e un numero di pertinenze non superiore a tre
- tutti gli immobili censiti con attribuzione di rendita
- il contratto prevede solo la disciplina del contratto di locazione, pertanto non contiene ulteriori pattuizioni
- il contratto è stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’arte, professione o impresa
Il modello RLI è fondamentale perché consente di:
- effettuare qualsiasi operazione di registrazione, variazione, disdetta o proroga relative a contratti di locazione abitativi o strumentali
- richiedere opzione e revoca della cedolare secca
- comunicare dati catastali immobile
Per ogni altro approfondimento rimandiamo alla pagina delle FAQ dell’Agenzia delle Entrate su registrazione nuovo contratto.
Registrazione contratto e scrittura autenticata
Una volta trasmessa tutta la documentazione richiesta, l’Agenzia delle Entrate provvede a iscrivere il contratto nel registro.
L’ufficio provvede poi a restituire una copia timbrata e firmata o, in alternativa, rilascia una ricevuta che serve a ritirare la copia vidimata dall’addetto appena perfezionata la registrazione del contratto.
Prima ancora della registrazione del contratto lo si può far autenticare da un notaio, da un avvocato, da un’autorità preposta (ad esempio un console) o dal Comune.
L’autenticazione del contratto è molto importate perché certifica in maniera incontestabile l’identità delle persone che l’hanno sottoscritto e le mette al riparo da futuri – potenziali – contenziosi.
Importante citare anche la fonte normativa di riferimento, l’articolo 2702 del codice civile che sancisce in via definitiva il valore di prova legale di un atto autenticato.
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