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	<title>Armando Chiacchio &#8211; Team Service</title>
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	<description>Servizi di Consulenza, Finanza Agevolata, Franchising</description>
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	<title>Armando Chiacchio &#8211; Team Service</title>
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		<title>Bando ISI INAIL: come funziona il fondo perduto per la sicurezza sul lavoro (e cosa fare adesso)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:02:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[fondo perduto]]></category>
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					<description><![CDATA[Investire in sicurezza sul lavoro significa quasi sempre sostenere costi concreti: nuovi macchinari a norma, dispositivi di protezione, interventi strutturali, bonifiche, sistemi di gestione. Per una piccola o media impresa questi investimenti competono con mille altre priorità e finiscono spesso in fondo alla lista. Il bando ISI dell&#8217;INAIL nasce proprio per abbassare questa barriera, coprendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Investire in sicurezza sul lavoro significa quasi sempre sostenere costi concreti: nuovi macchinari a norma, dispositivi di protezione, interventi strutturali, bonifiche, sistemi di gestione. Per una piccola o media impresa questi investimenti competono con mille altre priorità e finiscono spesso in fondo alla lista. Il bando ISI dell&#8217;INAIL nasce proprio per abbassare questa barriera, coprendo con un contributo a fondo perduto una quota rilevante della spesa.</p>
<p>Capire come funziona, e soprattutto in quale fase ci si trova oggi, fa la differenza tra cogliere l&#8217;opportunità e scoprirla quando è troppo tardi.</p>
<h3>Cos&#8217;è il bando ISI</h3>
<p>ISI sta per Incentivi di Sostegno alle Imprese: è lo strumento con cui l&#8217;INAIL finanzia ogni anno progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è un prestito da restituire, ma un contributo a fondo perduto. Dal 2010 a oggi l&#8217;INAIL ha stanziato complessivamente oltre 4,7 miliardi di euro. L&#8217;edizione 2025, gestita nel corso del 2026, mette sul piatto 600 milioni di euro, suddivisi in cinque assi di finanziamento pensati per tipologie diverse di intervento: dai progetti di investimento e adozione di modelli organizzativi, alla riduzione del rischio da agenti (chimici, biologici, cancerogeni), fino agli interventi rivolti a micro e piccole imprese di specifici settori.</p>
<h3>Quanto si può ottenere</h3>
<p>Il contributo si calcola sulle spese ammissibili al netto dell&#8217;IVA. Per la maggior parte degli assi (1.1, 2, 3 e 4) copre il 65% della spesa; per l&#8217;Asse 1.2 sale all&#8217;80%. Il tetto massimo è di 130.000 euro per progetto. L&#8217;edizione 2025 ha introdotto anche un &#8220;intervento aggiuntivo&#8221;: un contributo complementare al progetto principale, finanziato fino all&#8217;80% delle spese, per un massimo di 20.000 euro, sempre entro il limite complessivo di 130.000 euro.</p>
<p>Tradotto: su un progetto ammissibile da 100.000 euro, il contributo può arrivare a 65.000 euro. È una leva importante, che però va conquistata rispettando regole e tempi precisi.</p>
<h3>Come funziona la procedura (e perché i tempi contano)</h3>
<p>La procedura si svolge interamente online e si articola in più fasi. Per l&#8217;edizione 2025 la compilazione delle domande sullo sportello informatico si è aperta il 13 aprile e si è chiusa il 28 maggio 2026. Dal 3 giugno 2026 l&#8217;INAIL ha pubblicato gli elenchi provvisori &#8220;No Click Day&#8221; (NCD), che ordinano le domande in base al momento di registrazione nella procedura. Le imprese presenti in questi elenchi non devono partecipare a un tradizionale &#8220;click day&#8221;, ma devono completare l&#8217;istanza caricando la documentazione richiesta entro un termine perentorio: le ore 18:00 del 9 settembre 2026. Chi non carica la documentazione entro quella scadenza decade dalla domanda.</p>
<p>È qui che molte imprese si giocano il contributo: non nella compilazione iniziale, ma nella fase documentale, spesso sottovalutata.</p>
<h3>Cosa fare adesso</h3>
<p>Se la tua impresa ha presentato domanda e figura negli elenchi No Click Day, la priorità è una sola: preparare e caricare la documentazione completa prima del 9 settembre 2026, senza ridursi agli ultimi giorni. Verifica preventivi, requisiti tecnici e coerenza tra progetto presentato e documenti a supporto.</p>
<p>Se invece non hai partecipato a questa edizione, il momento giusto per muoversi è proprio adesso: le finestre ISI si ripetono con cadenza annuale, e chi arriva pronto con un progetto definito, i preventivi in mano e i requisiti verificati parte avvantaggiato, perché in diversi assi conta anche l&#8217;ordine cronologico di registrazione.</p>
<h3>Gli errori che fanno perdere il contributo</h3>
<p>I motivi più frequenti di esclusione non riguardano la bontà del progetto, ma la forma: interventi non ammissibili secondo l&#8217;asse scelto, documentazione incompleta o incoerente, parametri tecnici non rispettati, tempistiche gestite male. Sono errori evitabili, ma richiedono di conoscere il bando nel dettaglio.</p>
<p>Muoversi tra assi, requisiti e scadenze di un bando ISI non è banale, e un passo falso può vanificare mesi di lavoro. Affrontare il percorso con chi segue questi finanziamenti ogni giorno, come Team Service, permette di concentrare le energie sul progetto di sicurezza, con la ragionevole certezza di non perdere il contributo per un cavillo procedurale.</p>
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		<title>AI Act e imprese: cosa scatta davvero nel 2026 e cosa è stato rinviato al 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 21:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2 agosto 2026 è la data che molti imprenditori hanno cerchiato in rosso: quella della &#8220;piena applicazione&#8221; del Regolamento (UE) 2024/1689, il cosiddetto AI Act. La realtà, però, è più sfumata di come viene spesso raccontata. Una recente riforma europea ha ridisegnato il calendario degli obblighi più pesanti, e capire cosa è già operativo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 agosto 2026 è la data che molti imprenditori hanno cerchiato in rosso: quella della &#8220;piena applicazione&#8221; del Regolamento (UE) 2024/1689, il cosiddetto AI Act. La realtà, però, è più sfumata di come viene spesso raccontata. Una recente riforma europea ha ridisegnato il calendario degli obblighi più pesanti, e capire cosa è già operativo, cosa slitta e cosa conviene fare adesso è la differenza tra subire la norma e governarla.</p>
<h3>Da dove veniamo: una norma che si applica a tappe</h3>
<p>L&#8217;AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024, ma i suoi obblighi non sono scattati tutti insieme. Dal 2 febbraio 2025 si applicano i divieti sulle pratiche di intelligenza artificiale considerate inaccettabili (ad esempio il social scoring o certe forme di manipolazione) e l&#8217;obbligo di &#8220;alfabetizzazione&#8221; del personale che usa questi strumenti. Dal 2 agosto 2025 sono operativi gli obblighi per i modelli di IA per finalità generali (i cosiddetti GPAI, come i grandi modelli linguistici) e gran parte dell&#8217;impianto di governance. Il 2 agosto 2026 segna l&#8217;applicazione generale del Regolamento.</p>
<h3>Cosa cambia con il &#8220;Digital Omnibus&#8221;</h3>
<p>Qui arriva la novità che cambia il piano d&#8217;azione delle imprese. Con il pacchetto di semplificazione noto come Digital Omnibus, presentato dalla Commissione il 19 novembre 2025 e approvato dal Parlamento europeo il 16 giugno 2026, le scadenze più impegnative per i sistemi ad alto rischio vengono posticipate. Per i sistemi elencati nell&#8217;Allegato III (quelli usati in ambiti sensibili come selezione del personale, accesso al credito, istruzione, infrastrutture critiche) gli obblighi slittano al 2 dicembre 2027; per i sistemi che sono componenti di sicurezza di prodotti già regolati da normativa europea (macchine, dispositivi medici, veicoli, Allegato I) il termine si sposta al 2 agosto 2028. Anche gli obblighi di trasparenza sui contenuti generati artificialmente sono rinviati al 2 dicembre 2026.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza importante, perché qui sta la cautela: al momento il Digital Omnibus non è ancora pienamente in vigore. Il testo è stato approvato dal Parlamento, ma manca l&#8217;adozione formale del Consiglio. Le imprese devono quindi monitorare la pubblicazione definitiva prima di considerare certe le nuove date.</p>
<h3>Cosa significa per la tua impresa</h3>
<p>Il messaggio pratico è duplice. Da un lato, non c&#8217;è un &#8220;muro&#8221; del 2 agosto 2026 per i sistemi ad alto rischio: chi temeva di doversi mettere in regola in poche settimane ha più respiro. Dall&#8217;altro, i divieti sulle pratiche vietate e gli obblighi sui modelli generali sono già operativi, e i requisiti per l&#8217;alto rischio — sistema di gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, registrazione dei log, sorveglianza umana, trasparenza verso chi è interessato dalle decisioni — restano sostanzialmente quelli. Il tempo guadagnato serve a prepararsi, non a rimandare.</p>
<p>Il primo passo concreto, alla portata di qualsiasi PMI, è la mappatura: quali strumenti di IA usa davvero l&#8217;azienda, in quali processi, e se qualcuno di questi ricade nelle categorie ad alto rischio. Da lì si capisce se si è semplici utilizzatori (deployer) o fornitori, ruoli a cui la norma assegna obblighi diversi.</p>
<h3>Perché le sanzioni meritano attenzione</h3>
<p>L&#8217;AI Act prevede un apparato sanzionatorio severo: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo per l&#8217;uso di pratiche vietate, fino a 15 milioni o il 3% per la violazione degli altri obblighi, fino a 7,5 milioni o l&#8217;1% per informazioni inesatte o fuorvianti alle autorità. Numeri che rendono il tema un fatto di governance aziendale, non solo di reparto IT.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>L&#8217;errore più comune, in fasi normative come questa, è oscillare tra l&#8217;allarme e l&#8217;indifferenza: rincorrere una scadenza che è cambiata, oppure ignorare un quadro che è comunque già in moto. Districarsi tra date che si spostano, ruoli da definire e adempimenti tecnici richiede un monitoraggio costante delle fonti ufficiali. Affidarsi a chi segue da vicino l&#8217;evoluzione normativa — come Team Service — permette di usare il tempo a disposizione per arrivare preparati, senza inseguire l&#8217;emergenza né rischiare sanzioni.</p>
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		<title>MUD 2026 in scadenza il 3 luglio: chi deve presentarlo e cosa cambia con il RENTRI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:19:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mud]]></category>
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					<description><![CDATA[Per molte imprese l&#8217;estate si apre con un adempimento ambientale da non sottovalutare. Il MUD 2026 — il Modello Unico di Dichiarazione ambientale — va presentato entro il 3 luglio 2026, e quest&#8217;anno arriva con alcune novità legate al nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). Capire per tempo se si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molte imprese l&#8217;estate si apre con un adempimento ambientale da non sottovalutare. Il MUD 2026 — il Modello Unico di Dichiarazione ambientale — va presentato entro il 3 luglio 2026, e quest&#8217;anno arriva con alcune novità legate al nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). Capire per tempo se si è obbligati ed evitare errori o ritardi è il modo migliore per non incorrere in sanzioni.</p>
<h3><strong>Che cos&#8217;è il MUD e cosa dichiara</strong></h3>
<p>Il MUD è la dichiarazione annuale con cui imprese ed enti comunicano alle Camere di Commercio le quantità e le tipologie di rifiuti prodotti, trasportati, gestiti o recuperati nell&#8217;anno precedente. La dichiarazione 2026 riguarda quindi i rifiuti relativi al 2025. Serve allo Stato per monitorare i flussi di rifiuti sul territorio e costituisce una base dei dati ambientali nazionali.</p>
<h3><strong>La scadenza e la norma di riferimento</strong></h3>
<p>Il termine per la presentazione è fissato al 3 luglio 2026. La base normativa è il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 gennaio 2026, che approva il modello per l&#8217;anno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale) n. 53 del 5 marzo 2026; il termine di 120 giorni dalla pubblicazione, previsto dall&#8217;art. 6 della legge 25 gennaio 1994 n. 70, porta appunto al 3 luglio. È prevista la possibilità di una presentazione tardiva entro 60 giorni dalla scadenza, ossia entro il 1° settembre 2026, con una sanzione amministrativa ridotta da 26 a 160 euro; oltre tale termine, o in caso di omissione, le sanzioni sono ben più pesanti.</p>
<h3>Chi è obbligato a presentarlo</h3>
<p>I soggetti obbligati sono individuati dall&#8217;art. 189 del D.Lgs. 152/2006. In sintesi rientrano nell&#8217;obbligo: i produttori iniziali di rifiuti pericolosi; i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali e da attività di trattamento con più di dieci dipendenti; chi effettua a titolo professionale la raccolta e il trasporto di rifiuti (incluso il trasporto in conto proprio di rifiuti pericolosi); i commercianti e gli intermediari di rifiuti; gli impianti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento. Restano fuori, ad esempio, i piccoli produttori di soli rifiuti non pericolosi sotto la soglia dei dipendenti indicata. Proprio perché la platea è ampia e definita da criteri puntuali, conviene verificare la propria posizione caso per caso.</p>
<h3>Cosa cambia nel 2026: l&#8217;allineamento al RENTRI</h3>
<p>La novità principale di quest&#8217;anno è l&#8217;adeguamento del modello al RENTRI e alle disposizioni del DM 127/2024. In pratica alcune schede della dichiarazione (come la scheda AUT e la scheda RIF) sono state riviste per usare categorie e denominazioni coerenti con quelle del registro elettronico, e cambiano alcune regole sulla conservazione dei dati di calcolo presso l&#8217;unità locale.</p>
<p>Attenzione a un punto che genera molti equivoci: l&#8217;iscrizione al RENTRI non esonera dalla presentazione del MUD. Anche le aziende già iscritte al registro elettronico devono trasmettere il MUD alle Camere di Commercio entro il 3 luglio. Il MUD, infatti, non si presenta tramite il RENTRI, ma con le consuete procedure telematiche del sistema camerale.</p>
<h3>Come si presenta</h3>
<p>La trasmissione avviene in via telematica attraverso il sistema delle Camere di Commercio (portale EcoCamere). A seconda della tipologia di dichiarante cambiano le comunicazioni da compilare (rifiuti, veicoli fuori uso, imballaggi, RAEE, e così via): per questo è importante individuare correttamente le schede pertinenti alla propria attività.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>Il MUD è un adempimento che intreccia dati gestionali, codici dei rifiuti (CER/EER) e regole tecniche in continua evoluzione, soprattutto ora che il quadro si sta integrando con il RENTRI. Un dato inserito male o una scheda dimenticata possono tradursi in correzioni dell&#8217;ultimo minuto o in sanzioni. Affrontare la dichiarazione con il supporto di chi segue da vicino la compliance ambientale e i sistemi di gestione — come Team Service — aiuta a presentare un MUD corretto, nei tempi, e a tenere allineata l&#8217;azienda con le nuove regole di tracciabilità.</p>
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		<title>ISO 9001:2026: cosa cambia e come prepararsi alla nuova norma sulla qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[iso 9001]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi di gestione]]></category>
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					<description><![CDATA[La norma più diffusa al mondo per i sistemi di gestione della qualità sta per cambiare. La ISO 9001, ovvero il riferimento che migliaia di imprese italiane usano per organizzare i processi, soddisfare i clienti e qualificarsi nelle gare d’appalto, vivrà nel 2026 la sua prima revisione completa dal 2015. La pubblicazione della nuova ISO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La norma più diffusa al mondo per i sistemi di gestione della qualità sta per cambiare. La ISO 9001, ovvero il riferimento che migliaia di imprese italiane usano per organizzare i processi, soddisfare i clienti e qualificarsi nelle gare d’appalto, vivrà nel 2026 la sua prima revisione completa dal 2015. La pubblicazione della nuova ISO 9001:2026 è attesa per l&#8217;autunno 2026 e, per chi è già certificato, è il momento giusto per capire cosa cambia e muoversi con anticipo.</span></p>
<h3>A che punto è la revisione</h3>
<p>Il percorso è in fase avanzata. A luglio 2025 ISO ha pubblicato la bozza ufficiale della norma, il cosiddetto Draft International Standard (DIS), approvato dai Paesi partecipanti con un consenso del 97%. Da gennaio 2026 la commissione ISO sta esaminando i numerosi commenti pervenuti relativi a temi come il riesame di direzione, la cultura organizzativa e il ruolo della leadership, con l’obiettivo di rilasciare la bozza finale (Final Draft) entro marzo 2026. La pubblicazione definitiva è prevista, salvo slittamenti, per l’autunno 2026.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un punto va chiarito subito: non si tratta di uno stravolgimento. La revisione è un aggiornamento mirato, che mantiene l&#8217;impianto della ISO 9001:2015 e ne affina alcuni aspetti per allinearla al contesto economico attuale.</span></p>
<h3>Cosa cambia: le principali novità</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova edizione adotta la Harmonized Structure (HS), la struttura comune aggiornata di tutti i sistemi di gestione ISO, che sostituisce progressivamente la precedente High Level Structure. Le novità di contenuto più rilevanti riguardano:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">Cambiamento climatico (sezione 4 &#8220;Contesto dell&#8217;organizzazione&#8221;): recependo l&#8217;emendamento ISO del 2024, il clima diventa esplicitamente un fattore esterno da considerare. L&#8217;organizzazione deve valutare se e come il cambiamento climatico influisce sul proprio sistema di gestione.</span></li>
<li>Cultura della qualità e comportamento etico (sezioni 5 e 7.3): la leadership è chiamata a promuovere una vera cultura della qualità e condotte etiche, e la politica per la qualità deve risultare coerente con la strategia aziendale di lungo periodo.</li>
<li>Rischi e opportunità più distinti (sezione 6.1): la norma separa con maggiore chiarezza la gestione dei rischi da quella delle opportunità, con sottosezioni dedicate, per trattarle come elementi di pari dignità.</li>
<li>Allegato A ampliato: la guida che spiega struttura, termini e concetti viene arricchita con indicazioni di dettaglio sulle sezioni dalla 4 alla 10, per ridurre i fraintendimenti applicativi. L&#8217;Allegato B, invece, è stato rimosso.</li>
</ul>
<h3>Chi riguarda e da quando</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La revisione interessa tutte le organizzazioni con un sistema di gestione della qualità certificato ISO 9001:2015. Alla pubblicazione della nuova norma seguirà un periodo di transizione, durante il quale i certificati esistenti andranno adeguati alla ISO 9001:2026. Le regole vincolanti su tempi e modalità di migrazione saranno definite a livello internazionale dall&#8217;International Accreditation Forum (IAF) e, in Italia, recepite da Accredia: in passato, per le revisioni delle norme sui sistemi di gestione, il periodo di transizione è stato di norma fino a tre anni dalla pubblicazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica, le imprese avranno tempo per adeguarsi, ma non conviene aspettare: l&#8217;aggiornamento del sistema, la formazione del personale e l&#8217;audit di transizione richiedono mesi di lavoro.</span></p>
<h3>Come prepararsi per tempo</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Due passi sono già possibili oggi, prima ancora della pubblicazione definitiva. Il primo è conoscere le novità: comprendere i contenuti della bozza permette di individuare in anticipo gli impatti sul proprio sistema di gestione ed evitare interventi affrettati. Il secondo è eseguire una GAP analysis, cioè confrontare in modo sistematico il sistema attuale con i nuovi requisiti, ottenendo una mappa chiara di ciò che va aggiornato: documentazione, valutazione del contesto (incluso il clima), gestione di rischi e opportunità, cultura della qualità. A questi si aggiungono la formazione delle figure chiave e l&#8217;allineamento di politica e obiettivi alla strategia aziendale, così da arrivare alla transizione con un sistema già coerente con la nuova norma.</span></p>
<h3>Conclusione</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La ISO 9001:2026 non ribalta le regole del gioco, ma sposta l&#8217;attenzione su temi sempre più centrali: sostenibilità, leadership, gestione consapevole di rischi e opportunità. Affrontare la transizione con metodo, e con il supporto di chi segue ogni giorno i sistemi di gestione come Team Service, permette di trasformare un adempimento in un&#8217;occasione per rendere l&#8217;organizzazione più solida, senza il rischio di arrivare impreparati alla scadenza.</span></p>
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		<title>Deposito bilancio 2026: scadenze, sanzioni e come regolarizzarsi se si è in ritardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:52:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 30 maggio 2026 è appena trascorso. Per le SRL e le SpA con esercizio solare che avevano approvato il bilancio entro il 30 aprile, era la data limite per depositare il bilancio d&#8217;esercizio al Registro Imprese. Chi non ha rispettato questa scadenza — e chi, con la proroga a 180 giorni, si avvicina al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il 30 maggio 2026 è appena trascorso. Per le SRL e le SpA con esercizio solare che avevano approvato il bilancio entro il 30 aprile, era la data limite per depositare il bilancio d&#8217;esercizio al Registro Imprese. Chi non ha rispettato questa scadenza — e chi, con la proroga a 180 giorni, si avvicina al termine del 29 luglio — ha tutto l&#8217;interesse a capire cosa lo aspetta e come limitare i danni.</span></p>
<h3><strong>Le scadenze del 2026</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;obbligo di deposito del bilancio al Registro Imprese è disciplinato dall&#8217;art. 2435 del codice civile per le SpA e dall&#8217;art. 2478-bis per le SRL. Il termine è fissato in 30 giorni dalla data di approvazione assembleare, che a sua volta deve avvenire entro:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">120 giorni dalla chiusura dell&#8217;esercizio (regime ordinario): approvazione entro il 30 aprile 2026, deposito entro il 30 maggio 2026.</span></li>
<li>180 giorni, se previsto dallo statuto o in presenza di particolari esigenze strutturali: approvazione entro il 29 giugno 2026, deposito entro il 29 luglio 2026.</li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la data di approvazione assembleare cade prima del termine massimo, i 30 giorni per il deposito decorrono da quella data specifica — non dal termine ordinario.</span></p>
<h3><strong>Chi è obbligato</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;adempimento riguarda SRL (comprese le semplificate e le unipersonali), SpA, SapA, cooperative, consorzi con attività esterna e stabili organizzazioni italiane di società estere. La responsabilità ricade personalmente sugli amministratori e, dove nominati, sui sindaci: non sulla società come soggetto.</span></p>
<h3><strong>Cosa va depositato e in quale formato</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il pacchetto documentale da trasmettere comprende: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa in formato XBRL (eXtensible Business Reporting Language); rendiconto finanziario in XBRL, obbligatorio per le società non in regime abbreviato o micro; relazione sulla gestione in PDF/A, se richiesta in base alle dimensioni societarie; verbale di approvazione dell&#8217;assemblea in PDF/A; relazioni del collegio sindacale e del revisore legale, se nominati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La trasmissione avviene esclusivamente per via telematica tramite la piattaforma messa a disposizione dal Registro Imprese. Il sistema rilascia una ricevuta con numero di protocollo che certifica la data di deposito, rilevante per il calcolo dei termini sanzionatori.</span></p>
<h3><strong>I costi del deposito</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per SRL e SpA il deposito telematico comporta diritti di segreteria di 62,70 euro più imposta di bollo di 65,00 euro, per un totale di 127,70 euro. Le cooperative pagano diritti ridotti (32,70 euro + bollo). A questi si aggiungono gli eventuali onorari del professionista incaricato della predisposizione e dell&#8217;invio.</span></p>
<h3><strong>Cosa succede se si è in ritardo: le sanzioni dell&#8217;art. 2630 c.c.</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;art. 2630 del codice civile disciplina le sanzioni amministrative per le omissioni nei depositi al Registro Imprese. Due aspetti spesso sottovalutati: la sanzione è personale (colpisce ogni singolo amministratore e sindaco, non la società) ed è aumentata di un terzo quando riguarda specificamente il bilancio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le soglie concrete sono:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">Deposito entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a un terzo, da 33,00 a 344,00 euro per ciascun amministratore.</span></li>
<li>Deposito oltre 30 giorni, o omissione totale: sanzione piena, da 137,33 a 1.376,00 euro per ciascun amministratore.</li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">In un consiglio di amministrazione composto da tre persone, l&#8217;esposizione massima nel secondo scenario supera i 4.000 euro complessivi. La Camera di Commercio notifica il verbale di accertamento di norma entro 6-12 mesi dalla scadenza. Una volta notificato il verbale, l&#8217;amministratore ha 60 giorni per pagare in misura ridotta — pari a un terzo del massimo edittale o al doppio del minimo, in base a quanto previsto dall&#8217;art. 16 della L. 689/1981 — e chiudere definitivamente il procedimento.</span></p>
<h3><strong>Come regolarizzarsi: i passi concreti</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esiste un &#8220;ravvedimento operoso&#8221; formalizzato come in ambito tributario, ma il meccanismo premiale dell&#8217;art. 2630 c.c. produce un effetto analogo: più rapidamente si deposita, minore è la sanzione applicabile.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;"> Procedere al deposito telematico il prima possibile, cercando di rientrare nei 30 giorni dalla scadenza originaria per accedere alla sanzione ridotta.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"> Verificare che la documentazione sia completa: file XBRL valido e aggiornato alla tassonomia corrente, verbale assembleare firmato, firma digitale del soggetto firmatario non scaduta. Un rigetto tecnico della pratica fa slittare la data di deposito e può far perdere la finestra della sanzione ridotta.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"> Al ricevimento del verbale di accertamento dalla CCIAA, pagare in misura ridotta entro i 60 giorni, conservando la ricevuta come prova dell&#8217;estinzione del procedimento.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"> Per gli esercizi futuri, impostare un promemoria di almeno 15 giorni prima della scadenza: gli imprevisti tecnici capitano con più frequenza di quanto ci si aspetti.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Gestire con tempestività un ritardo nel deposito del bilancio fa la differenza, non solo sul piano economico ma anche su quello della credibilità formale dell&#8217;impresa. Avere a fianco chi segue questi adempimenti con continuità significa trasformare una scadenza potenzialmente critica in un appuntamento di routine — e dedicare energie a ciò che conta davvero: gestire e far crescere l&#8217;impresa. Team Service affianca le PMI in tutti gli adempimenti camerali e burocratici, con un approccio che mette ordine nelle scadenze prima che diventino un problema.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Affiliati a Team Service: un’opportunità concreta per la tua impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 09:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Se stai valutando programmi di franchising o affiliazione come strada per metterti in proprio o ampliare la tua offerta di servizi professionali, il video “Diventa un Affiliato Team Service: Vantaggi, Formule e Opportunità per la Tua Impresa” è una guida preziosa. Team Service propone un modello chiaro, articolato e con supporti concreti per affiliati e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="352" data-end="718">Se stai valutando programmi di franchising o affiliazione come strada per metterti in proprio o ampliare la tua offerta di servizi professionali, il video “Diventa un Affiliato Team Service: Vantaggi, Formule e Opportunità per la Tua Impresa” è una guida preziosa. Team Service propone un modello chiaro, articolato e con supporti concreti per affiliati e partner.</p>
<p data-start="720" data-end="809">Ho raccolto i punti chiave per aiutarti a capire <em data-start="769" data-end="808">se può essere la svolta giusta per te</em>.</p>
<h3 data-start="816" data-end="865"></h3>
<h3 data-start="816" data-end="865">Cosa offre Team Service: formule e differenze</h3>
<p data-start="867" data-end="920">Team Service mette sul piatto due formule principali:</p>
<ol data-start="922" data-end="2356">
<li data-start="922" data-end="1634">
<p data-start="925" data-end="966"><strong data-start="925" data-end="964">Franchising (Soluzione Franchising)</strong></p>
<ul data-start="970" data-end="1634">
<li data-start="970" data-end="1071">
<p data-start="972" data-end="1071">È la soluzione “tutto incluso” per chi parte da zero o vuole aprire una sede completamente nuova.</p>
</li>
<li data-start="1075" data-end="1324">
<p data-start="1077" data-end="1324">Comprende il supporto in fase di startup: scelta e progettazione del locale, arredamento, insegne, pubblicità, personale, formazione specialistica per tutti i servizi (CAF, Patronato, servizi fiscali, etc.).</p>
</li>
<li data-start="1328" data-end="1500">
<p data-start="1330" data-end="1500">Costi:  fee di ingresso (“una tantum”) attorno a <strong data-start="1385" data-end="1396">6.000 €</strong> + un canone mensile di circa <strong data-start="1426" data-end="1435">150 €</strong> nei comuni più popolosi.</p>
</li>
<li data-start="1504" data-end="1634">
<p data-start="1506" data-end="1634">Per comuni con meno di 10.000 abitanti, costi ridotti: ingresso un tantum + canone minore.</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1636" data-end="2356">
<p data-start="1639" data-end="1666"><strong data-start="1639" data-end="1664">Point (Formula Point)</strong></p>
<ul data-start="1670" data-end="2356">
<li data-start="1670" data-end="1841">
<p data-start="1672" data-end="1841">Ideale se hai già un’attività o sei un libero professionista e vuoi espandere la tua gamma di servizi. Non serve partire da zero.</p>
</li>
<li data-start="1845" data-end="2100">
<p data-start="1847" data-end="2100">Potresti iniziare con alcuni servizi (anche solo online), e poi man mano aggiungerne altri. Come CAF, Patronato, centro multiservizi, servizi digitali come SPID, fatturazione elettronica, visure, certificati, ecc.</p>
</li>
<li data-start="2104" data-end="2356">
<p data-start="2106" data-end="2356">Costi più contenuti: circa <strong data-start="2144" data-end="2166">3.800 € una tantum</strong> + canone mensile di <strong data-start="2187" data-end="2195">50 €</strong> per comuni con popolazione normale; lo stesso canone fisso anche per comuni più piccoli, con ingresso leggermente ridotto.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<h3 data-start="2363" data-end="2386">Vantaggi principali</h3>
<p data-start="2388" data-end="2478">I punti di forza che rendono l’affiliazione con Team Service particolarmente interessante:</p>
<ul data-start="2480" data-end="3600">
<li data-start="2480" data-end="2689">
<p data-start="2482" data-end="2689"><strong data-start="2482" data-end="2503">Supporto completo</strong>: dall’allestimento del locale e dell’immagine coordinata, fino alla formazione specialistica nei vari settori (fiscale, previdenziale, digitale).</p>
</li>
<li data-start="2690" data-end="2886">
<p data-start="2692" data-end="2886"><strong data-start="2692" data-end="2720">Esclusività territoriale</strong>: non ci saranno altri affiliati Team Service nella tua zona, quindi puoi diventare il riferimento principale per la tua area.</p>
</li>
<li data-start="2887" data-end="3084">
<p data-start="2889" data-end="3084"><strong data-start="2889" data-end="2925">Piattaforma e strumenti digitali</strong>: software gestionale, accesso a servizi digitali, e-commerce interno, strumenti online che semplificano l’operatività.</p>
</li>
<li data-start="3085" data-end="3278">
<p data-start="3087" data-end="3278"><strong data-start="3087" data-end="3113">Marketing &amp; visibilità</strong>: manuale marketing, materiali promozionali, presenza sul sito nazionale, promozione locale tramite vetrofanie, insegne, etc.</p>
</li>
<li data-start="3279" data-end="3457">
<p data-start="3281" data-end="3457"><strong data-start="3281" data-end="3304">Assistenza continua</strong>: formazione costante, supporto via ticket o telefono, aggiornamenti, tutoraggio per le attività più complesse.</p>
</li>
<li data-start="3458" data-end="3600">
<p data-start="3460" data-end="3600"><strong data-start="3460" data-end="3502">Possibilità di finanziamento agevolato</strong>: opzioni per sostenere i costi iniziali con meno rischio.</p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3 data-start="4571" data-end="4614"></h3>
<h3 data-start="4571" data-end="4614">Chi potrebbe essere il candidato giusto</h3>
<p data-start="4616" data-end="4727">Se ti riconosci in queste caratteristiche, allora affiliarti con <a href="https://team-service.it/global/" target="_blank" rel="noopener">Team Service</a> può essere un’ottima opportunità:</p>
<ul data-start="4729" data-end="5174">
<li data-start="4729" data-end="4792">
<p data-start="4731" data-end="4792">Hai spirito imprenditoriale, vuoi autonomia ma con supporto</p>
</li>
<li data-start="4793" data-end="4902">
<p data-start="4795" data-end="4902">Sei già attivo nel settore dei servizi, o vuoi intraprendere un percorso imprenditoriale in questo ambito</p>
</li>
<li data-start="4903" data-end="5014">
<p data-start="4905" data-end="5014">Sei disposto a investire non solo soldi ma anche tempo (per apprendere, mettere su la sede, far conoscerla)</p>
</li>
<li data-start="5015" data-end="5076">
<p data-start="5017" data-end="5076">Hai una buona zona o potenziale territorio su cui operare</p>
</li>
<li data-start="5077" data-end="5174">
<p data-start="5079" data-end="5174">Vuoi offrire servizi utili, con richiesta stabile (CAF, Patronato, servizi fiscali, digitali)</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="5181" data-end="5196">Conclusione</h3>
<p data-start="5198" data-end="5524">Diventare affiliato Team Service non è solo “aprire un punto”, è entrare in un <a href="https://www.jobiri.com/networking-cosa-e-vantaggi/" target="_blank" rel="noopener">network</a> che offre molti strumenti: brand riconosciuto, formazione, supporti tecnici, marketing, esclusiva territoriale. Se vuoi partire con una base chiara e ridurre al minimo gli errori tipici di chi apre da zero, questo può dare un grande aiuto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Manovra 2026: Novità Esclusive su ISEE e Bonus per Famiglie e Lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 14:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[La Manovra 2026, contenuta nella prossima Legge di Bilancio, introduce modifiche importanti che avranno un impatto diretto su famiglie, lavoratori e imprese.I temi principali riguardano l’ISEE, i bonus a sostegno della natalità, nuove misure per il lavoro e agevolazioni fiscali. Come sempre, per non perdere nessuna opportunità è fondamentale conoscere in anticipo le novità e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="699" data-end="995">La <strong data-start="702" data-end="718">Manovra 2026</strong>, contenuta nella prossima Legge di Bilancio, introduce modifiche importanti che avranno un impatto diretto su famiglie, lavoratori e imprese.<br data-start="860" data-end="863" />I temi principali riguardano l’<strong data-start="894" data-end="902">ISEE</strong>, i <strong data-start="906" data-end="941">bonus a sostegno della natalità</strong>, nuove misure per il lavoro e agevolazioni fiscali.</p>
<p data-start="997" data-end="1325">Come sempre, per non perdere nessuna opportunità è fondamentale conoscere in anticipo le novità e affidarsi a fonti chiare e affidabili. In questo senso, portali specializzati come <strong data-start="1178" data-end="1194">Team Service</strong>, che seguono da vicino bonus, certificati e pratiche CAF/Patronato, rappresentano un punto di riferimento utile per i cittadini.</p>
<h2 data-start="1332" data-end="1396"></h2>
<h2 data-start="1332" data-end="1396">ISEE 2026: una riforma per ampliare la platea dei beneficiari</h2>
<p data-start="1398" data-end="1604">Uno dei punti più attesi della <strong data-start="1429" data-end="1455">Legge di Bilancio 2026</strong> è la revisione dell’<strong data-start="1476" data-end="1484">ISEE</strong>.<br data-start="1485" data-end="1488" />Il nuovo modello dovrebbe rendere più equo e semplice l’accesso alle agevolazioni. Le ipotesi in discussione sono:</p>
<ul data-start="1606" data-end="1882">
<li data-start="1606" data-end="1679">
<p data-start="1608" data-end="1679"><strong data-start="1608" data-end="1639">Esclusione della prima casa</strong> dal calcolo del patrimonio familiare;</p>
</li>
<li data-start="1680" data-end="1761">
<p data-start="1682" data-end="1761"><strong data-start="1682" data-end="1711">Maggiore peso sul reddito</strong> e minore su patrimoni immobiliari e finanziari;</p>
</li>
<li data-start="1762" data-end="1882">
<p data-start="1764" data-end="1882">Introduzione di un <strong data-start="1783" data-end="1813">ISEE precompilato digitale</strong>, con procedure semplificate per ridurre i documenti da presentare.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1884" data-end="2029">Se queste modifiche entreranno in vigore, molte famiglie oggi escluse potrebbero rientrare nelle soglie previste per ricevere bonus e sostegni.</p>
<p data-start="2031" data-end="2151">Per i cittadini sarà quindi essenziale aggiornare la propria <strong data-start="2095" data-end="2107">DSU 2026</strong> e verificare subito il nuovo valore ISEE.</p>
<h2 data-start="2158" data-end="2213"></h2>
<h2 data-start="2158" data-end="2213">Bonus natalità: più sostegno alle famiglie con figli</h2>
<p data-start="2215" data-end="2397">La bassa natalità resta una delle principali preoccupazioni del governo, ed è per questo che la Manovra 2026 concentra parte delle risorse su <strong data-start="2357" data-end="2394">misure per incentivare le nascite</strong>.</p>
<p data-start="2399" data-end="2434">Le principali novità attese sono:</p>
<ul data-start="2436" data-end="2830">
<li data-start="2436" data-end="2560">
<p data-start="2438" data-end="2560"><strong data-start="2438" data-end="2479">Aumento dell’Assegno Unico Universale</strong>, con importi più alti per i figli successivi al primo e per i nuclei numerosi;</p>
</li>
<li data-start="2561" data-end="2700">
<p data-start="2563" data-end="2700">Estensione del <strong data-start="2578" data-end="2605">bonus mamme lavoratrici</strong> (riduzione contributiva in busta paga) anche alle <strong data-start="2656" data-end="2697">autonome e alle libere professioniste</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2701" data-end="2830">
<p data-start="2703" data-end="2830">Introduzione di <strong data-start="2719" data-end="2780">nuove detrazioni fiscali per famiglie con due o più figli</strong>, utili a ridurre il carico fiscale complessivo.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2832" data-end="2983">Questi interventi, sommati al possibile alleggerimento dell’ISEE, potrebbero dare respiro a molte famiglie che oggi faticano ad accedere ai sostegni.</p>
<hr data-start="2985" data-end="2988" />
<h2 data-start="2990" data-end="3026">Misure per il lavoro e il reddito</h2>
<p data-start="3028" data-end="3206">Accanto agli incentivi alla natalità, la Legge di Bilancio 2026 dovrebbe contenere anche provvedimenti mirati a sostenere l’occupazione e il reddito disponibile dei lavoratori.</p>
<p data-start="3208" data-end="3244">Tra le ipotesi al vaglio troviamo:</p>
<ul data-start="3246" data-end="3580">
<li data-start="3246" data-end="3371">
<p data-start="3248" data-end="3371"><strong data-start="3248" data-end="3288">Proroga del taglio del cuneo fiscale</strong>, per alleggerire il peso delle trattenute in busta paga sui redditi medio-bassi;</p>
</li>
<li data-start="3372" data-end="3464">
<p data-start="3374" data-end="3464"><strong data-start="3374" data-end="3403">Incentivi alle assunzioni</strong> di giovani under 35, donne e disoccupati di lungo periodo;</p>
</li>
<li data-start="3465" data-end="3580">
<p data-start="3467" data-end="3580">Conferma di strumenti come i <a href="https://www.pluxee.it/blog/fringe-benefit-2026-ecco-cosa-prevede-la-normativa/#:~:text=Fringe%20benefit%202026%20e%20soglie%20fiscali&amp;text=i%20fringe%20benefit%20sono%20esenti,con%20figli%20fiscalmente%20a%20carico." target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="3496" data-end="3514">fringe benefit</strong></a> e il <strong data-start="3520" data-end="3546">lavoro agile agevolato</strong>, già molto utilizzati nel 2025.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3582" data-end="3716">Si tratta di misure che mirano a stimolare l’occupazione e, allo stesso tempo, a garantire maggiore potere d’acquisto ai lavoratori.</p>
<h2 data-start="3723" data-end="3772"></h2>
<h2 data-start="3723" data-end="3772">Agevolazioni fiscali e nuove soglie di accesso</h2>
<p data-start="3774" data-end="3880">Oltre a ISEE e bonus familiari, la Manovra 2026 potrebbe introdurre ulteriori novità sul fronte fiscale:</p>
<ul data-start="3882" data-end="4095">
<li data-start="3882" data-end="3950">
<p data-start="3884" data-end="3950">nuove soglie di accesso per i bonus sociali (luce, gas e acqua);</p>
</li>
<li data-start="3951" data-end="4004">
<p data-start="3953" data-end="4004">detrazioni per spese scolastiche e universitarie;</p>
</li>
<li data-start="4005" data-end="4095">
<p data-start="4007" data-end="4095">proroga, seppur con aliquote ridotte, di alcuni <strong data-start="4055" data-end="4072">bonus edilizi</strong> già attivi nel 2025.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4097" data-end="4229">Questi interventi rientrano nella strategia di supporto ai cittadini in un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze.</p>
<h2 data-start="4236" data-end="4301"></h2>
<h2 data-start="4236" data-end="4301">CAF, Patronati e portali informativi: come orientarsi nel 2026</h2>
<p data-start="4303" data-end="4410">Con il nuovo quadro normativo, i cittadini avranno bisogno di punti di riferimento chiari per orientarsi.</p>
<ul data-start="4412" data-end="4728">
<li data-start="4412" data-end="4544">
<p data-start="4414" data-end="4544">I <strong data-start="4416" data-end="4437">CAF e i Patronati</strong> resteranno essenziali per la presentazione dell’ISEE, delle richieste di bonus e delle pratiche fiscali.</p>
</li>
<li data-start="4545" data-end="4728">
<p data-start="4547" data-end="4728">I <strong data-start="4549" data-end="4572">portali informativi</strong> come <strong data-start="4578" data-end="4594">Team Service</strong> offriranno un supporto aggiuntivo per comprendere in anticipo scadenze, requisiti e documenti necessari, evitando errori o ritardi.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4730" data-end="4836">Avere a disposizione fonti aggiornate sarà fondamentale per non perdere opportunità economiche nel 2026.</p>
<p data-start="4859" data-end="5186">In conclusione la <strong data-start="4862" data-end="4878">Manovra 2026</strong> segna un passaggio importante nelle politiche sociali ed economiche italiane.<br data-start="4956" data-end="4959" />Dalla riforma dell’ISEE al potenziamento dei bonus natalità, fino agli incentivi per il lavoro e le nuove agevolazioni fiscali, i cambiamenti saranno numerosi e avranno un impatto concreto sulla vita di famiglie e lavoratori.</p>
<p data-start="5188" data-end="5424">Restare informati, affidandosi al supporto di CAF, patronati e portali dedicati come <a href="https://team-service.it/global/blog-e-news/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="5273" data-end="5289">Team Service</strong></a>, permetterà di affrontare con consapevolezza le novità e di sfruttare al meglio i benefici introdotti dalla nuova legge di bilancio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Patente a Crediti per la Sicurezza in Edilizia dal 1 ottobre 2024: Guida Completa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 07:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Patente a Crediti per la Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La sicurezza sul lavoro è un tema fondamentale in ogni settore, e dal 1° ottobre 2024, il settore edile italiano si confronta con un importante cambiamento: l&#8217;introduzione della &#8220;Patente a Crediti per la Sicurezza&#8221; per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri. Questa nuova misura, introdotta con l&#8217;obiettivo di migliorare la sicurezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sicurezza sul lavoro è un tema fondamentale in ogni settore, e dal <strong>1° ottobre 2024</strong>, il settore edile italiano si confronta con un importante cambiamento: l&#8217;introduzione della &#8220;<strong>Patente a Crediti per la Sicurezza</strong>&#8221; per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri. Questa nuova misura, introdotta con l&#8217;obiettivo di migliorare la sicurezza e combattere il lavoro sommerso, rappresenta un passo significativo verso una maggiore responsabilità e trasparenza nel settore. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, chi è obbligato a ottenerla, come si può ottenere e quali sono le conseguenze in caso di mancata acquisizione.</p>
<h3>Cos&#8217;è la patente a crediti?</h3>
<p>La patente a crediti per la sicurezza è un sistema di qualificazione che assegna un punteggio alle imprese e ai lavoratori autonomi in base al loro rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro. Si tratta di un documento digitale, con validità continuativa, che contiene informazioni sul titolare, il punteggio iniziale di 30 crediti e gli aggiornamenti dello stesso nel tempo. La patente è essenziale per poter operare nei cantieri: un punteggio inferiore a 15 crediti comporta l&#8217;impossibilità di lavorare. L&#8217;obiettivo principale è incentivare le imprese a mantenere alti standard di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, evitando infortuni e incidenti che possono avere conseguenze gravi sia per i lavoratori che per l’azienda stessa.</p>
<h3>Chi deve ottenere la patente a crediti?</h3>
<p>L&#8217;obbligo di ottenere la patente a crediti riguarda:</p>
<ul>
<li><strong>Imprese</strong> che operano nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall&#8217;<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008;81~art306" target="_blank" rel="noopener">articolo 89 del D.Lgs. 81/2008</a>.</li>
<li><strong>Lavoratori autonomi</strong> che svolgono la loro attività in tali contesti.</li>
</ul>
<p>Sono esclusi dall&#8217;obbligo:</p>
<ul>
<li>Chi fornisce <strong>prestazioni intellettuali</strong> o <strong>mere forniture</strong> di materiali.</li>
<li><strong>Imprese</strong> in possesso dell&#8217;attestazione SOA in classifica pari o superiore alla III.</li>
</ul>
<p>Le imprese e i lavoratori autonomi stabiliti in altri Stati membri dell&#8217;UE o in paesi extra-UE devono presentare un <strong>documento equivalente</strong> o, in assenza di questo, richiedere la patente come le imprese italiane.</p>
<h3>Come si ottiene la patente a crediti?</h3>
<p>La richiesta va presentata <strong>online</strong> all&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) <strong>a partire dal 1 ottobre 2024</strong>. Tuttavia, fino al 31 ottobre 2024 è possibile inviare un&#8217;autocertificazione dei requisiti per poter continuare i lavori nei cantieri avviati. Dal <strong>1 novembre 2024</strong>, l&#8217;autocertificazione non sarà più valida e sarà necessario richiedere la patente a crediti per poter continuare i lavori.</p>
<p>I requisiti per il rilascio della patente sono:</p>
<ol>
<li>Iscrizione alla Camera di Commercio.</li>
<li>Adempimento degli obblighi formativi in materia di sicurezza per datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori autonomi.</li>
<li>Possesso del DURC in corso di validità.</li>
<li>Possesso del DVR, ove previsto.</li>
<li>Certificazione di regolarità fiscale.</li>
<li>Designazione del RSPP, nei casi previsti.</li>
</ol>
<p>La patente, rilasciata digitalmente dall&#8217;INL, conterrà un punteggio iniziale di 30 crediti, incrementabile fino a 100 attraverso:</p>
<ul>
<li><strong>Storicità dell&#8217;azienda</strong> (fino a 10 crediti);</li>
<li><strong>Mancanza di decurtazioni</strong> (1 credito ogni biennio);</li>
<li><strong>Investimenti e attività in materia di salute e sicurezza</strong> (fino a 30 crediti);</li>
<li><strong>Altri criteri</strong> come la formazione e le dimensioni dell&#8217;impresa (fino a 10 crediti).</li>
</ul>
<p>La decurtazione dei crediti si applica in caso di violazioni delle normative sulla sicurezza, come:</p>
<ul>
<li><strong>Omessa elaborazione del DVR</strong>: 5 punti;</li>
<li><strong>Omessa formazione</strong>: 2 punti;</li>
<li><strong>Infortuni con assenza superiore a 60 giorni</strong>: 5 punti;</li>
<li><strong>Infortuni con inabilità permanente</strong>: 8 punti;</li>
<li><strong>Infortunio mortale</strong>: 20 punti.</li>
</ul>
<p>Il recupero dei crediti persi è possibile tramite:</p>
<ul>
<li>Partecipazione a corsi di formazione;</li>
<li>Adozione di misure correttive per migliorare la sicurezza.</li>
</ul>
<h3>Cosa succede se non si ottiene la patente?</h3>
<p>Se un&#8217;impresa o un lavoratore autonomo opera in un cantiere senza la patente a crediti, o con un punteggio inferiore a 15 crediti, sono previste delle conseguenze molto severe.</p>
<ul>
<li><strong>Sanzioni Amministrative:</strong> l&#8217;impresa o il lavoratore autonomo sarà soggetto a una sanzione amministrativa pari al 10% del valore dei lavori affidati nello specifico cantiere, con un minimo di 6.000 euro.</li>
<li><strong>Esclusione dai Lavori Pubblici:</strong> l&#8217;impresa sarà esclusa dalla partecipazione ai lavori pubblici per un periodo di sei mesi.</li>
<li><strong>Interruzione Immediata delle Attività:</strong> l&#8217;impresa non potrà continuare ad operare nei cantieri se il punteggio scende sotto i 15 crediti, salvo il completamento delle attività in corso di esecuzione quando i lavori eseguiti siano superiori al 30% del valore del contratto.</li>
<li><strong>Responsabilità del Committente:</strong> il committente o il responsabile dei lavori che non verifica il possesso della patente o del documento equivalente nei confronti delle imprese esecutrici o dei lavoratori autonomi, anche nei casi di subappalto, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 711,92 a euro 2.562,91.</li>
<li><strong>Sospensione della patente a crediti:</strong> l&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro <span class="ng-star-inserted" data-start-index="116">può sospendere la &#8220;patente a crediti&#8221; di un&#8217;impresa o di un lavoratore autonomo <strong>fino a 12 mesi</strong> a seguito di infortuni gravi o mortali nei cantieri, se l&#8217;incidente è attribuibile a colpa grave del datore di lavoro o dei suoi delegati.</span></li>
</ul>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>La Patente a Crediti per la Sicurezza introduce una significativa innovazione nel settore edile italiano. Pur restando ancora da definire alcuni dettagli pratici e applicativi, l’obiettivo principale di migliorare la sicurezza nei cantieri e contrastare il lavoro sommerso è ampiamente condiviso. Le imprese e i lavoratori autonomi del settore devono analizzare attentamente le nuove disposizioni per garantire la conformità alla normativa e contribuire a un futuro più sicuro e trasparente per l’intero comparto edilizio.</p>
<p>Questo strumento non solo promuove il rispetto delle normative, ma incentiva l’adozione di comportamenti virtuosi, rafforzando la cultura della sicurezza. Per le aziende che operano in settori a rischio, ottenere e mantenere la Patente a Crediti per la Sicurezza è cruciale per evitare sanzioni e garantire la tutela dei lavoratori.</p>
<p>Se la tua azienda opera in un settore a rischio, è essenziale informarsi adeguatamente e avviare il processo di certificazione. <strong>Affidarsi a specialisti come <a href="http://www.team-service.it">Team Service</a></strong> può fare la differenza: con il nostro supporto potrai affrontare ogni fase del percorso, assicurando la conformità alle normative e mantenendo elevati standard di sicurezza per lavorare in totale serenità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CIN 2024: la guida essenziale al Codice Identificativo Nazionale per le strutture ricettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 07:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[CIN]]></category>
		<category><![CDATA[CODICE IDENTIFICATIVO NAZIONALE (CIN)]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, l&#8217;attività ricettiva ha conosciuto un boom grazie a piattaforme come Airbnb e Booking. Tuttavia, con la crescita di questo mercato, è aumentata anche la necessità di regolamentare le transazioni fiscali legate a questo settore. Ecco perché è stato introdotto il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, uno strumento fondamentale per chiunque voglia svolgere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;attività ricettiva ha conosciuto un boom grazie a piattaforme come <strong>Airbnb</strong> e <strong>Booking</strong>. Tuttavia, con la crescita di questo mercato, è aumentata anche la necessità di regolamentare le transazioni fiscali legate a questo settore. Ecco perché è stato introdotto il <strong>CIN</strong>, il <strong>Codice Identificativo Nazionale</strong>, uno strumento fondamentale per chiunque voglia svolgere un’attività nel settore turistico o alberghiero in Italia. Sebbene molti imprenditori siano a conoscenza di documenti fiscali e amministrativi necessari per avviare un’impresa, il CIN è spesso trascurato, con gravi conseguenze legali e finanziarie. In questo articolo scoprirai esattamente cos’è il CIN, chi deve ottenerlo, come richiederlo e cosa accade se non lo fai. Se hai un business nel settore turistico o vuoi avviarne uno, continua a leggere: la tua attività potrebbe dipendere da queste informazioni.</p>
<h2>Cos&#8217;è il CIN?</h2>
<p>Il <strong>Codice Identificativo Nazionale (CIN)</strong> è un codice univoco assegnato a tutte le strutture ricettive e le agenzie che offrono servizi turistici in Italia. Introdotto dal <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/cin-pubblicato-lavviso-di-entrata-in-funzione-della-banca-dati-strutture-ricettive-e-del-portale-telematico-per-lassegnazione-del-codice/" target="_blank" rel="noopener"><strong>MITUR &#8211; Ministero del Turismo</strong></a>, il CIN serve a identificare in maniera ufficiale le attività turistiche e garantire una maggiore trasparenza e tracciabilità nel settore. Il suo utilizzo è obbligatorio per tutte le attività che offrono alloggio, come hotel, bed &amp; breakfast, case vacanze, ma anche per le agenzie di viaggio e i tour operator che operano nel territorio italiano.</p>
<h2>Chi deve ottenere il CIN?</h2>
<p>Il <strong>CIN è obbligatorio</strong> per tutte le strutture e agenzie che operano nel settore turistico in Italia, anche per quelle che offrono l&#8217;affitto breve. Questo include:</p>
<ul>
<li>Alberghi;</li>
<li>Bed &amp; Breakfast;</li>
<li>Affittacamere;</li>
<li>Case vacanze;</li>
<li>Agriturismi;</li>
<li>Agenzie di viaggio;</li>
<li>Tour operator.</li>
</ul>
<h2>Come ottenere il CIN?</h2>
<p>Ottenere il CIN è un processo relativamente semplice, ma deve essere seguito con attenzione per evitare ritardi o problemi burocratici. Ecco i passaggi principali:</p>
<ul>
<li><strong>Registrazione presso il Ministero del Turismo</strong>: Il primo passo è registrarsi attraverso il portale ufficiale del Ministero del Turismo. Qui, la tua attività verrà inserita nella <a href="https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR)</strong></a>;</li>
<li><strong>Documentazione</strong>: Durante la registrazione, dovrai fornire documenti che attestano la tua attività, come l’autorizzazione comunale o la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e il tuo <strong>CIR</strong>, ovvero il <strong>Codice Identificativo Regionale</strong> che in alcune regioni potrebbe essere denominato diversamente. Ad esempio il codice identificativo regionale in Campania si chiama <strong><a href="http://surap.regione.campania.it/index.php/notizie/428-codice-unico-identificativo-delle-strutture-ricettive-cusr.html" target="_blank" rel="noopener">CUSR (Codice Unico Identificativo delle Strutture Ricettive)</a></strong>;</li>
<li><strong>Ricezione del CIN</strong>: Dopo aver completato la registrazione e inviato i documenti richiesti, riceverai il tuo CIN, che dovrai utilizzare per identificare la tua struttura o agenzia in tutte le comunicazioni ufficiali e fiscali.</li>
</ul>
<h2>Cosa succede se non ottieni il CIN?</h2>
<p>Non ottenere il CIN può avere conseguenze serie per la tua attività. Tra i rischi principali ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>Sanzioni amministrative</strong>: Le autorità possono infliggere multe salate alle strutture che operano senza il CIN;</li>
<li><strong>Chiusura dell’attività</strong>: In alcuni casi, se non regolarizzi la tua posizione, potresti rischiare la chiusura temporanea o definitiva della tua impresa;</li>
<li><strong>Perdita di credibilità</strong>: Il CIN è uno strumento di trasparenza e tracciabilità; non averlo potrebbe danneggiare la tua reputazione agli occhi dei clienti e delle autorità.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, ottenere il CIN è un obbligo fondamentale per chi opera nel settore turistico, ma il processo può presentare ostacoli burocratici se non gestito correttamente. Per evitare errori e sanzioni, è sempre consigliabile rivolgersi a degli specialisti che possano guidarti passo dopo passo. <a href="https://www.team-service.it"><strong>Team Service</strong></a> offre consulenza specializzata per assicurarti di rispettare tutte le normative e ottenere il CIN senza problemi.</p>
<p><strong>Non rischiare la tua attività: affidati a esperti per essere sicuro di operare in totale regola e con la tranquillità necessaria.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Assegno di inclusione 2024: Rischio sospensione per mancata presentazione ai servizi sociali!</title>
		<link>https://team-service.it/global/blog/assegno-di-inclusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 10:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[assegno]]></category>
		<category><![CDATA[Assegno di inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Assegno di inclusione: attenzione a non perdere il beneficio! Rischio sospensione per mancata presentazione ai servizi sociali. Cosa dovresti sapere  L&#8217;Assegno di inclusione è un sostegno economico e un aiuto per l&#8217;inserimento sociale e lavorativo per nuclei familiari fragili. Per ricevere il beneficio, oltre a una serie di requisiti, è fondamentale rispettare alcuni obblighi. Tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="avatar-gutter ng-tns-c585792635-43 ng-star-inserted">
<div class="resize-observable">Assegno di inclusione: attenzione a non perdere il beneficio!</div>
<div class="resize-observable">Rischio sospensione per mancata presentazione ai servizi sociali.</div>
</div>
<div class="response-container-content ng-tns-c585792635-43">
<div class="response-content ng-tns-c585792635-43">
<div class="markdown markdown-main-panel" dir="ltr">
<h2 data-sourcepos="3:1-3:6"><strong>Cosa dovresti sapere </strong></h2>
<p data-sourcepos="5:1-5:118">L&#8217;<a href="https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.assegno-di-inclusione-(adi).html" target="_blank" rel="noopener">Assegno di inclusione</a> è un sostegno economico e un aiuto per l&#8217;inserimento sociale e lavorativo per nuclei familiari fragili. Per ricevere il beneficio, oltre a una serie di requisiti, è fondamentale rispettare alcuni obblighi. Tra questi, uno dei più importanti è la presentazione ai servizi sociali.</p>
<h2 data-sourcepos="5:1-5:118">Che cos&#8217;è l&#8217;assegno di inclusione?</h2>
<div class="response-container-content ng-tns-c585792635-53">
<div class="response-content ng-tns-c585792635-53">
<div class="markdown markdown-main-panel" dir="ltr">
<p data-sourcepos="1:1-1:199"><strong><span class="citation-0 entailed" tabindex="0" role="button">L&#8217;Assegno di Inclusione (ADI)</span></strong><span class="citation-0 entailed citation-end-0" tabindex="0" role="button"> è una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, introdotta dal 1° gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza.</span><button class="mat-mdc-tooltip-trigger button entailed-button" aria-label="Espandi il fact checking" aria-describedby="cdk-describedby-message-ng-1-40"></button></p>
<p data-sourcepos="3:1-3:17"><strong>A chi spetta:</strong></p>
<p data-sourcepos="5:1-5:124">L&#8217;Assegno di Inclusione è rivolto ai nuclei familiari fragili, ovvero quelli che hanno al loro interno almeno un componente:</p>
<ul data-sourcepos="7:1-11:0">
<li data-sourcepos="7:1-7:12"><strong>Minore</strong></li>
<li data-sourcepos="8:1-8:43"><strong><span class="citation-1 entailed" tabindex="0" role="button">Con 60 anni o più di età</span></strong><button class="mat-mdc-tooltip-trigger button entailed-button" aria-label="Espandi il fact checking" aria-describedby="cdk-describedby-message-ng-1-40"></button></li>
<li data-sourcepos="8:1-8:43"><strong>Disabile</strong></li>
<li data-sourcepos="10:1-11:0"><strong>In condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali</strong></li>
</ul>
<p data-sourcepos="12:1-12:14"><strong>Requisiti:</strong></p>
<p data-sourcepos="14:1-14:158">Per ricevere l&#8217;Assegno di Inclusione, oltre alla presenza di un componente con le caratteristiche sopra elencate, è necessario rispettare alcuni requisiti di:</p>
<ul data-sourcepos="16:1-22:0">
<li data-sourcepos="16:1-16:15"><strong>Residenza</strong></li>
<li data-sourcepos="17:1-17:18"><strong>Cittadinanza</strong></li>
<li data-sourcepos="18:1-18:15"><strong>Soggiorno</strong></li>
<li data-sourcepos="19:1-19:10"><strong>ISEE</strong></li>
<li data-sourcepos="20:1-20:48"><strong>Situazione reddituale del nucleo familiare</strong></li>
<li data-sourcepos="21:1-22:0"><strong>Adesione a un percorso personalizzato di attivazione</strong></li>
</ul>
<h2 data-sourcepos="23:1-23:18"><strong>Come funziona l&#8217;assegno di inclusione</strong></h2>
<p data-sourcepos="25:1-25:164">L&#8217;Assegno di Inclusione è erogato mensilmente dall&#8217;INPS ed ha un importo variabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle sue condizioni economiche.</p>
<p data-sourcepos="27:1-27:13"><strong>Obblighi:</strong></p>
<p data-sourcepos="29:1-29:88">Per mantenere il beneficio, i beneficiari dell&#8217;Assegno di Inclusione hanno l&#8217;obbligo di:</p>
<ul data-sourcepos="31:1-36:0">
<li data-sourcepos="31:1-31:85"><strong>Iscriversi al Sistema Informativo per l&#8217;Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL)</strong></li>
<li data-sourcepos="32:1-32:58"><strong>Sottoscrivere un Patto di Attivazione Digitale (PAD)</strong></li>
<li data-sourcepos="33:1-33:108"><strong>Presentarsi ai servizi sociali per il primo appuntamento entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD</strong></li>
<li data-sourcepos="34:1-34:52"><strong>Aggiornare la propria posizione ogni 90 giorni</strong></li>
<li data-sourcepos="35:1-36:0"><strong>Partecipare attivamente al percorso di attivazione personalizzato</strong></li>
</ul>
<p data-sourcepos="37:1-37:45"><strong>Mancata presentazione ai servizi sociali:</strong></p>
<p data-sourcepos="39:1-39:275"><span class="citation-2 entailed" tabindex="0" role="button">La mancata presentazione ai servizi sociali, senza giustificato motivo, </span><strong><span class="citation-2 entailed" tabindex="0" role="button">comporta la sospensione del pagamento dell&#8217;Assegno di Inclusione.</span></strong><button class="mat-mdc-tooltip-trigger button entailed-button" aria-label="Espandi il fact checking" aria-describedby="cdk-describedby-message-ng-1-40"></button> <span class="citation-3 entailed citation-end-3" tabindex="0" role="button">La sospensione avverrà a partire dal mese successivo a quello in cui scade il termine per la presentazione.</span><button class="mat-mdc-tooltip-trigger button entailed-button" aria-label="Espandi il fact checking" aria-describedby="cdk-describedby-message-ng-1-40"></button></p>
</div>
</div>
</div>
<p data-sourcepos="7:1-7:24"><strong>Ecco cosa devi fare:</strong></p>
<ul data-sourcepos="9:1-9:56">
<li data-sourcepos="9:1-9:56"><strong>Entro 120 giorni</strong> dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (PAD) devi presentarti obbligatoriamente ai servizi sociali per un primo incontro.</li>
<li data-sourcepos="10:1-11:0"><strong>Ogni 90 giorni</strong> devi recarti nuovamente ai servizi sociali o presso gli istituti di patronato per aggiornare la tua posizione, anche se non hai ricevuto una convocazione.</li>
</ul>
<h2 data-sourcepos="12:1-12:36"><strong>Cosa succede se non ti presenti?</strong></h2>
<p data-sourcepos="14:1-14:234"><strong>La mancata presentazione,</strong> senza giustificato motivo, <strong>comporta la sospensione del pagamento dell&#8217;Assegno di inclusione.</strong> La sospensione avverrà a partire dal mese successivo a quello in cui scade il termine per la presentazione.</p>
<p data-sourcepos="16:1-16:28"><strong>Come rimanere informato:</strong></p>
<ul data-sourcepos="18:1-18:1">
<li data-sourcepos="18:1-18:1">Per maggiori dettagli, consulta la nota n. 12607 del 16 luglio 2024 del Ministero del Lavoro.</li>
<li data-sourcepos="19:1-20:0">Visita il sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per rimanere aggiornato su tutte le novità.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="21:1-21:46"><strong>Non perdere questa importante opportunità!</strong></p>
<p data-sourcepos="23:1-23:75"><strong>Rispetta gli obblighi e assicurati di ricevere l&#8217;Assegno di inclusione.</strong></p>
<p data-sourcepos="25:1-25:12"><strong>Ricorda:</strong></p>
<ul data-sourcepos="27:1-30:0">
<li data-sourcepos="27:1-27:127">La presentazione ai servizi sociali è un <strong>obbligo per tutti i beneficiari,</strong> ad eccezione dei soggetti attivabili al lavoro.</li>
<li data-sourcepos="28:1-28:120">La sospensione del beneficio è una misura cautelare che può essere revocata al ripresentarsi presso i servizi sociali.</li>
<li data-sourcepos="29:1-30:0">In caso di dubbi o difficoltà, puoi rivolgerti ai servizi sociali o agli istituti di patronato per ricevere assistenza.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="31:1-31:104"><strong>Con un po&#8217; di attenzione e impegno potrai continuare a ricevere il sostegno dell&#8217;Assegno di inclusione e costruire il tuo futuro.</strong></p>
<h2 data-sourcepos="31:1-31:104">Cosa può fare Team Service per te?</h2>
<p data-sourcepos="10:1-10:47"><strong><a href="https://www.team-service.it/">Team Service Franchising</a> può aiutarti:</strong></p>
<ul data-sourcepos="12:1-13:59">
<li data-sourcepos="12:1-12:203"><strong><a href="https://www.team-service.it/servizi-digitali/99-spid-con-video-identificazione.html">Assistenza nell&#8217;ottenimento di SPID</a>:</strong> I nostri esperti ti guideranno passo dopo passo nella creazione del tuo SPID, fornendoti tutto il supporto necessario per superare qualsiasi difficoltà tecnica.</li>
<li data-sourcepos="13:1-13:59"><strong>Compilazione della domanda:</strong> La richiesta dell&#8217;Assegno di Inclusione può essere un processo complesso. I nostri consulenti ti aiuteranno a compilare correttamente tutti i moduli, verificando che tu abbia tutti i documenti necessari.</li>
<li data-sourcepos="14:1-14:140"><strong>Verifica dei requisiti:</strong> Prima di presentare la domanda, verificheremo insieme a te se hai tutti i requisiti per accedere al beneficio.</li>
<li data-sourcepos="15:1-15:158"><strong>Invio della domanda:</strong> Ci occuperemo di inviare la tua domanda all&#8217;ente competente, assicurandoci che venga presa in carico nel più breve tempo possibile.</li>
<li data-sourcepos="16:1-17:0"><strong>Aggiornamenti sullo stato della pratica:</strong> Ti terremo costantemente aggiornato sull&#8217;iter della tua richiesta, informandoti su eventuali richieste di integrazione o sulla data di erogazione del beneficio.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="18:1-18:46"><strong>Perché scegliere Team Service Franchising?</strong></p>
<ul data-sourcepos="20:1-23:0">
<li data-sourcepos="20:1-20:174"><strong>Esperienza:</strong> I nostri consulenti hanno una profonda conoscenza delle normative in materia di assistenza sociale e delle procedure per richiedere l&#8217;Assegno di Inclusione.</li>
<li data-sourcepos="21:1-21:94"><strong>Professionalità:</strong> Ti garantiamo un servizio serio e affidabile, sempre nel tuo interesse.</li>
<li data-sourcepos="22:1-23:0"><strong>Rapidità:</strong> Ci impegniamo a fornire un servizio efficiente, per aiutarti a ottenere il beneficio nel minor tempo possibile.</li>
</ul>
<p data-sourcepos="24:1-24:79"><strong>Non aspettare oltre!</strong> Contatta subito il tuo centro Team Service Franchising più vicino e scopri come possiamo aiutarti a ottenere l&#8217;Assegno di Inclusione.</p>
</div>
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